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In forte crescita l’Italia di Riverbed

La filiale tricolore mette a segno una perfomance migliore della casa madre. Elie: “Il segreto del successo sta nelle nostre soluzioni cloud”

17 Feb 2010

“Siamo una azienda che ha chiuso l’esercizio 2009 con un
fatturato di 394 milioni di dollari, in crescita del 18% anno su
anno, in un mercato in discesa. Adesso ci poniamo l’obiettivo di
arrivare a un miliardo di dollari nel giro di tre anni”. Questa
la dichiarazione rilasciata in data odierna da Philippe Elie,
regional director Southern Europe, Middle East & Africa di Riverbed
Technology, azienda quotata al Nasdaq che non ha debiti e può
contare su 326 milioni di dollari di liquidità da investire in
acquisizioni. Riverbed opera in un mercato, quello della
ottimizzazione delle Wan (reti geografiche), che nello scorso 
anno è stato worldwide di 1,1 miliardi di dollari e promette di
crescere nell’anno in corso del 25%. In questo specifico segmento
Gartner assegna a Riverbed una share del 34,3%, più di Cisco, che
occupa la terza posizione (nel mezzo si trova Blue  Coat
Systems).

In Italia la crescita nel 2009 è stata maggiore di quella della
casa madre – ha aggiunto Albert Zammar, regional sales manager di
Riverbed Technology Italia – e l’alto profilo di sviluppo é
proseguito anche nel primo scorcio dell’anno. I driver del
successo? Le soluzioni proposte da questa azienda permettono di
abbattere i costi, di migliorare l’efficienza delle reti e di
ottimizzare l’uso delle applicazioni, anche con l’adozione dei
concetti del cloud.

Nel mondo conta circa 7000 clienti, che raggiunge tramite partner.
In Italia i partner sono di due categorie: i rivenditori (quelli in
possesso delle certificazioni sono una decina) e i provider di
servizi professionali (Telecom Italia, FastWeb e British Telecom).
I prodotti di questa azienda, in altri termni, consentono alle
aziende che ne acquistano le licenze di realizzare tre vantaggi
principali: ottimizzazione delle Wan, anche di dieci volte;
consolidamento delle infrastrutture; accelerazione delle operazioni
di back up e recovery, area quest’ultima in cui secondo Zammar
c’è molto da fare in Italia.
Secondo Idc le soluzioni Riverbed si ripagano in un periodo massimo
di 10 mesi.