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In Italia 80 milioni di cellulari ma il galateo fa acqua

Secondo un’indagine di Intel, un italiano su tre scrive sms alla guida, uno su due nel mezzo di una conversazione. Telefonino irrinunciabile per il 93% della popolazione

05 Lug 2011

Nel nostro paese ci sono in giro 80 milioni di dispositivi mobili,
un numero di device ben superiore alla popolazione italiana; per il
gadget tecnologico preferito del Bel Paese, quattro nostri
connazionali su cento rinuncerebbero persino al partner o alla
doccia per una settimana; il bon ton in pubblico nell'uso del
cellulare lascia a desiderare, i comportamenti scorretti al
telefonino sono secondi solo alle dita nel naso. Un italiano su tre
scrive messaggi alla guida e uno su due lo fa in compagnia di altri
nel mezzo di una conversazione. Un altro 50% utilizza infine i
dispositivi mobili nella propria camera da letto.

Questo l'esito della ricerca Intel condotta in Italia e
nell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) in
collaborazione con Redshift Research.

Il 40% degli italiani dichiara di non muoversi mai senza almeno due
diversi dispositivi tecnologici con sé; uno su cinque anche con
tre o più. Irrinunciabile il cellulare per il 93%.

Se tutti gli italiani si mettessero in viaggio, oltre 80 milioni di
dispositivi mobili a spasso per il Paese.

Il 90% degli italiani valuta positivamente i propri comportamenti
alle prese con la tecnologia, ma solo uno su cinque in realtà si
comporta bene al cellulare o al computer.

Per il 77% dei cittadini non c’è niente di peggio che scrivere
messaggi mentre si guida. Un italiano su tre però ancora oggi lo
fa.

Il gentil sesso più “ansioso” sul piano digitale: il 71% delle
donne controlla mail e messaggi già prima di uscire di casa e lo
status sui social network almeno una volta al giorno.

La tavola, in Italia e Francia, è sacra: per il 49% degli
intervistati è il peggior posto dove usare un dispositivo
mobile.

Il 50% degli italiani controlla almeno una volta al giorno le
proprie pagine e informazioni sui social network.

Per il dispositivo mobile quattro italiani ogni cento
rinuncerebbero anche alla doccia o al partner per una
settimana.

Il rumore “mobile” più odiato, i toni della tastiera dei
cellulari: non li sopporta un italiano su tre.

Oltre agli 80 milioni tra cellulari, computer, tablet, navigatori
satellitari, dalla ricerca emerge che il 40% degli italiani
dichiara di non muoversi mai senza almeno due diversi gadget, uno
su cinque anche con tre o più. Per il 93%, inoltre è
irrinunciabile il cellulare personale, seguito dal laptop (31%).
Subito dopo, ex aequo il navigatore satellitare e il cellulare di
lavoro (necessari per il 15% degli italiani).

In rimonta gli ultimi arrivati: il netbook, votato dall'11%, e
il tablet, dal 4%. Inoltre, solo il 31% degli italiani controlla i
propri dispositivi dal lavoro, il 28% comincia prima durante la
colazione o il caffè, il 15% ancora prima di alzarsi dal letto, il
13% sui mezzi pubblici per andare in ufficio.

Tra i comportamenti riconosciuti come più scorretti al telefono,
per il 77% degli italiani c'è il leggere e scrivere messaggi
mentre si guida. Un italiano su tre scrive messaggi alla guida e
uno su due lo fa in compagnia di altri nel mezzo di una
conversazione. Un altro 50% utilizza infine i dispositivi mobili
nella propria camera da letto.

E c'è di più: se l'80% degli italiani rinuncerebbe per
una settimana al caffè per il proprio dispositivo mobile preferito
c'è chi – ma è solo il 4% – farebbe addirittura a meno di una
doccia per ben sette giorni. E' la stessa percentuale che
rinuncerebbe al partner, valore che sale al 10% in Campania e
Umbria.

Infine, il 49% degli intervistati pensa che il peggior posto dove
usare un pc portatile è la tavola imbandita, le serate con gli
amici (23%) e il letto (9%).

Riguardo i social network, invece, l'indagine svela che il 68%
degli italiani controlla almeno una volta al giorno le proprie
pagine anche se molti ormai sono passati ad un controllo una volta
l'ora (almeno un italiano su dieci).

Le donne si riconfermano più ansiose: il controllo è giornaliero
per il 71%, contro il 67% degli uomini. Anche in questo campo
c'è una classifica dei comportamenti non apprezzati: tra
questi l'uso di identità altrui (64%), la condivisione
eccessiva di informazioni online, spesso anche fin troppo private
(per il 53%), l'essere inseriti tra i tag di una foto senza
aver dato il proprio consenso (52%) o ancora l'essere
geolocalizzati da servizi e siti web (49%).

Mal tollerati anche gli errori grammaticali (almeno dal 35% del
campione), così come cresce il fastidio per le richieste
d'amicizia o contatto da perfetti sconosciuti (non le gradisce
il 29% degli intervistati).

"Appare evidente che ci troviamo ancora di fronte ad una fase
precoce dell'attuale evoluzione digitale, in cui non è chiaro
come questi dispositivi e questi comportamenti si debbano integrare
nei diversi mondi – dice Genevieve Bell, Intel Fellow e Direttrice
dell'Interaction and Experience Research Group degli Intel Labs
– Queste nuove regole del vivere civile o più semplicemente
l'etichetta come spesso viene chiamata, sono il frutto di molti
anni di evoluzione. Un'evoluzione che passa necessariamente
attraverso le generazioni".

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