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In piazza i lavoratori Italtel: “Unicredit rifinanzi il debito”

In ballo 234 milioni di euro per riportare liquidità finanziaria. Stop ai tagli del personale e delle commesse e apertura di un tavolo istituzionale: queste le richieste dei 200 dipendenti che hanno manifestato davanti alla sede milanese dell’Istituto di credito

30 Mar 2010

Stop ai tagli del personale e delle commesse, rifinanziamento del
debito e apertura di un tavolo istituzionale per dare una risposta
alla crisi. Sono le richieste dei lavoratori di Italtel, scesi in
piazza in 200 stamattina a manifestare davanti alla sede milanese
di Unicredit.

E’ un momento difficile per Italtel, che per far fronte alla
crisi, (l’azienda è fortemente penalizzata dal calo del
fatturato di Telecom), ha annunciato la chiusura della sede romana
e altri 400 esuberi che si vanno ad aggiungere ai 450 dichiarati lo
scorso anno per il biennio 2009-2010.

Su Italtel, spiegano i manifestanti, pesano 234 milioni di euro di
debito e a fine aprile scade un finanziamento bancario che ha
proprio Unicredit come capofila. Quindi non è casuale il luogo
scelto per la manifestazione. I rappresentanti sindacali
riferiscono le aspettative dei manifestanti. “Sollecitare
Unicredit al rifinanziamento del debito dell'azienda e aprire
un tavolo istituzionale".

Non si è fatta attendere la risposta di Unicredit. "Sono in
corso trattative per cercare di giungere rapidamente a
un'intesa che preservi al meglio la continuità aziendale della
società", fanno sapere dall'istituto bancario. Unicredit
inoltre precisa di non aver influito in alcun modo nella redazione
del nuovo piano industriale di Italtel. "La redazione di tale
nuovo piano purtroppo ha significativamente rallentato il processo
di ristrutturazione finanziaria del gruppo, per il quale era già
stato raggiunto un accordo di massima lo scorso novembre". Un
accordo, fa sapere l'istituto bancario guidato da Alessandro
Profumo, che è stato sospeso proprio a causa della decisione di
Italtel di rivedere il proprio piano industriale. Dopo il quale
Unicredit ha proposto alle banche un nuovo accordo di
ristrutturazione, diverso da quello precedente, e ancora tutto da
valutare.

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