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In sciopero i lavoratori Vodafone. L’azienda: “Pronti al confronto”

Secondo i sindacati elevata l’adesione alla mobilitazione contro la cessione di 335 addetti alla rete ad Ericsson. La società capitanata da Bertoluzzo: “Disponibili al dialogo per definire le migliori condizioni di trasferimento”

20 Mag 2011

Giornata di mobilitazione per i lavoratori della rete di Vodafone
che oggi hanno scioperato contro la cessione di 335 lavoratori
della rete ad Ericsson. Lo sciopero indetto dalla Slc- Cgil, dalla
Fistel-Cisl e dalla Uilcom-Uil ha registrato – stando ai numeri
diffusi dai sindacati – alte adesioni (superiori all’80% nella
rete e oltre il 60% nei customer, con punte del 100% e del 90% a
Bologna e Catania).
Vodafone dal canto suo fa sapere, tramite una nota di essere
disposta "a riprendere il confronto con le organizzazioni
sindacali per poter definire le migliori condizioni di
trasferimento del ramo".

"Vodafone – spiega l'operatore in una nota – ha concluso
la procedura di consultazione sindacale, congiuntamente con la
società Ericsson, per la cessione del ramo di azienda Field
Operations che riguarda 335 professionisti che si occupano dei
servizi di manutenzione operativa della rete".

Secondo la società "la collaborazione con Ericsson,
permetterà di migliorare la performance e l'efficienza delle
attività di manutenzione della rete sul territorio, e di
valorizzare le attività e le professionalità distintive delle
persone in un’azienda che fa di questi servizi, per i quali da
parte di Vodafone non è prevista alcuna riduzione di investimento,
il proprio business".

"La proprietà, lo sviluppo e la gestione della rete
continuano ad essere elementi fondamentali della strategia di
Vodafone in Italia – ricorda Vodafone – come dimostra il piano di
investimenti da oltre 1 miliardo di euro annunciato ad ottobre 2010
e finalizzato ad estendere la copertura della banda larga via radio
in tutta Italia ed includere con il progetto 1000 Comuni la
copertura del 12% della popolazione in divario digitale".
A questi si sommano gli investimenti in risorse e tecnologia sulla
rete fissa negli ultimi tre anni per oltre 1 miliardo e mezzo di
euro.

"Attenzione alle persone, servizio al Cliente, sviluppo della
rete, ed efficienza operativa sono e rimangono i pilastri della
strategia di Vodafone Italia -conclude la nota – garantendo uno
sviluppo solido e sostenibile dell’azienda nel prossimo futuro,
mantenendo stabili gli attuali livelli di investimenti, senza
pregiudicare l'occupazione, e valorizzando lo sviluppo delle
competenze nel mercato del lavoro.‪‪"

Dopo il successo della mobilitazione di oggi Alessandro Genovesi,
segretario nazionale Slc-Cgil ha voluto ribadire l'obiettivo
delle proteste. "Dobbiamo costringere l’azienda ad una
trattativa che non sia finta, ma reale, a tutela di tutti i
lavoratori”.

“Le ragioni del sindacato e dei lavoratori sono oggi più forti
– conclude Genovesi – e l’azienda dovrà tenerne conto, senza
nascondersi dietro facili proclami, belle parole e atteggiamenti
ambigui. Ora sta all’azienda dimostrare le sue reali intenzioni,
noi da parte nostre difenderemo le ragioni dei lavoratori fino in
fondo, continuando a costruire con loro la vertenza e lasciando a
loro l’ultima parola”.

La giornata di protesta è stata indetta unitariamente da Slc-Cgil,
Fistel-Cisl e Uilcom-Uil contro la cessione degli oltre 300
lavoratori della rete a Ericsson, e per avere "garanzie sullo
sviluppo industriale e sul perimetro occupazionale di
un'azienda che, rinunciando a customer e rete come propri core
business, rischia di ridursi ad un marchio vuoto", fanno
sapere i sindacati.

Fino al 25 maggio proseguirà lo sciopero delle prestazioni
straordinarie, del lavoro programmato e della reperibilità, per
tutti i lavoratori della rete Vodafone. "I lavoratori –
spiega la Slc Cgil – si stanno mobilitando per ottenere garanzie e
tutele non solo per i lavoratori della rete, ma per tutti i
lavoratori dell'azienda, sapendo che la vertenza sarà lunga e
complicata. Vodafone, da un lato, è impegnata per la costruzione
della rete di nuova generazione, dall'altro smantella settori
che hanno reso ricca l'azienda stessa, radicandola fortemente
in Italia. E' lecito chiedersi in cosa si stia trasformando, da
azienda di Tlc qual è".