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In Senato l’appello delle telco: “Siano le net company a pagare le nuove reti”

Nel corso di un’audizione sulle Ngn lanciano l’allarme Stefano Parisi, ex ad di Fastweb, e Luigi Gubitosi, numero uno di Wind: network al collasso. Per le future infrastrutture paghino anche gli over the top

06 Apr 2011

La rete di telecomunicazioni italiana finora "ha retto
bene" ma è immaginabile che "nel giro di 5-6 anni non
reggerà più perché il traffico sta aumentando in maniera
esponenziale". Lo ha detto oggi Stefano
Parisi
, in rappresentanza di Fastweb, nel corso di un'
audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato sulle reti
Ngn. Parisi, ex ad di Fastweb e presidente di Asstel, ha aggiunto
che "servono ingenti investimenti ma non con soldi
pubblici".

Il nodo principale per Fastweb è che ci sono i grandi operatori
internet, e Parisi ha ripetutamente citato Google, che
"riescono a portare a casa ricavi senza compartecipare alle
spese della rete". Parisi chiede poi un quadro regolatorio:
"Noi siamo per la democrazia nella rete ma se i parlamentari
non fanno leggi non c'è un quadro certo. Serve un quadro
stabile che possa consentire investimenti certi e decisioni
improntate a un'ottica di lungo termine e non alle urgenze di
qualche azienda".

Per quanto riguarda le infrastrutture, per il rappresentante di
Fastweb "non è pensabile fare investimenti solo con i soldi
dei nostri clienti. Servono subito ingenti investimenti anche solo
per mantenere l' attuale qualita' del servizio".
Puntare dunque alla compartecipazione dei grandi operatori internet
perché "i soldi pubblici non ci sono ma a mio avviso neanche
servono" e per gli operatori di tlc "la competizione è
fortissima e i margini di guadagno si riducono". Il
rappresentante di Fastweb ha criticato infine l' offerta di wi
fi gratuito nelle piazze: "Con soldi pubblici si abitua la
gente ad avere un servizio gratis che invece a noi costa".

Parisi dice che una norma che imponga trattamento commerciale
uguale per tutti è un errore. "Se si stabilirà che Google
deve pagare quanto il blog di Beppe Grillo dico subito che non è
giusto". Margini per introdurre una normativa potrebbero
esserci solo per garantire maggiore trasparenza ai consumatori, gli
accordi commerciali devono essere lasciati al libero mercato.

In sintesi, Stefano Parisi, nell’ambito dell’indagine
conoscitiva sullo sviluppo della banda larga e sulla neutralità
della rete di comunicazione, ha illustrato i rischi di imporre
soluzioni normative premature sulla neutralità della rete.

Parisi, descrivendo l’evoluzione del settore delle
telecomunicazioni, ha spiegato che, con i nuovi modelli di traffico
internet (social network, fruizione di contenuti multimediali di
intrattenimento ecc), il valore generato da Internet è catturato
in misura maggiore da motori di ricerca, social network,
aggregatori di contenuti on line e aziende che sviluppano strumenti
per accedere a Internet, mentre gli operatori di connettività
hanno una profittabilità nettamente inferiore a fronte di ingenti
investimenti richiesti per assicurare il funzionamento della
rete.

La situazione diventerà ancora più esasperata con gli
investimenti necessari per la costruzione delle Reti di Nuova
Generazione (Ngn). Per uscire da questa impasse, ha spiegato
Parisi, è indispensabile ricorrere a modelli di “gestione del
traffico” non discriminatori per mitigare gli effetti della
saturazione della rete e garantire che tutti accedano nel modo
migliore ai contenuti che cercano.

La rete di telecomunicazioni è sempre più affollata e per questo
servono importanti investimenti. Per rendere possibile il
potenziamento delle infrastrutture ed "evitare il
sovraffollamento di Internet bisognerà continuare ad investire e
occorrerà trovare una maniera di avere una sorta di "cost
sharing" per far sì che i grandi player di Internet, come
Google, Yahoo!, Amazon e Facebook, contribuiscano alla spesa
stessa". Lo ha detto Luigi Gubitosi,
amministratore delegato di Wind, nel corso dell'audizione alla
commissione Lavori pubblici del Senato sul tema delle Ngn.

L'ad di Wind ha spiegato che "grandi operatori come
Google, Yahoo!, Amazon, Facebook, che operano attraverso le nostre
reti, le utilizzano e aumentano il traffico in maniera importante.
E' evidente che ottengono grandi benefici economici. Questo
provoca un grosso problema in quanto lascia gli operatori da soli a
sostenere gli alti costi per gli investimenti".

Sulla fibra ottica Gubitosi ha infine sottolineato: "Il
coinvestimento è essenziale per raggiungere risultati in tempi
ragionevoli. Importanti sono anche tempi e modi dello switch-off
tra rame e fibra ottica".

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