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India, asta per le frequenze 3G. Un tesoretto da 5,4 mld di dollari

Le aste dovrebbero partire dal 14 gennaio e riguardare quattro blocchi di frequenze nelle 22 aree di servizio in cui è diviso il Paese

26 Ott 2009

Dall’inizio del prossimo anno l’India, il mercato dove le
comunicazioni mobili crescono più in fretta al mondo, partirà con
il percorso verso la banda mobile di terza generazione, il 3G. Le
aste dovrebbero partire dal 14 gennaio e riguardare quattro blocchi
di frequenze nelle 22 aree di servizio in cui è diviso il Paese
asiatico.

Secondo quanto riporta la stampa locale, le compagnie indiane che
già detengono licenze per i servizi telefonici potranno
partecipare all’asta e molte si sarebbero già dette interessate,
ma la gara sarà aperta anche a compagnie straniere che non hanno
attualmente operazioni in India. Per loro sarà possibile sia
presentare un’offerta direttamente, sia agire tramite una
società satellite di cui detengono la maggioranza, con un’unica
avvertenza: se chi vincerà non ha una licenza per i servizi voce,
dovrà procurarsene una prima di lanciare la loro offerta
commerciale 3G.

L’asta per le frequenze rappresenterà, secondo le stime non
ufficiali del ministero per le Telecomunicazioni, un vero e proprio
tesoretto per le casse indiane: si parla infatti di 250 miliardi di
rupie (circa 5,4 miliardi di dollari) per le frequenze. E anche se
il governo per il primo anno non tasserà lo spettro per gli
operatori che fanno solo 3G, per gli altri che si occupano anche di
voce e che hanno anche una rete di seconda generazione è prevista
una tassa dal 3 all’8%.