L’AI domina i mercati finanziari globali e spinge una corsa agli investimenti che non mostra rallentamenti. Un report firmato da Harry Aquije Ballon (Gsma Intelligence) e Luis Ortiz Chavez mette a confronto il boom attuale (2023-2025) con il periodo 1997-1999, quando l’euforia delle dot-com gonfiò le aspettative fino al collasso dei mercati. Oggi, però, il quadro appare diverso. I ricercatori hanno analizzato i dati di Capital Iq sullo S&P 500 e sul comparto tecnologico, scomponendo i rendimenti in dividendi, crescita degli utili e ampliamento delle valutazioni. La fotografia che emerge mostra un ciclo sì intenso, ma più ancorato ai fondamentali.
Le conclusioni non alimentano la narrazione della bolla speculativa. Tuttavia segnalano un contesto finanziario più complesso, caratterizzato da livelli di leva superiori e da costi del debito che non hanno precedenti nell’epoca delle grandi trasformazioni digitali. Per le telco, posizionate al centro dell’infrastruttura necessaria a sostenere l’AI, la sfida è duplice: cogliere la domanda crescente e insieme preservare la solidità dei bilanci.
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Valutazioni e utili: il confronto con la bolla Internet
Il report evidenzia un distacco netto rispetto alla fine degli anni Novanta. Durante la stagione delle dot-com, la crescita dei mercati si basava soprattutto sull’espansione delle valutazioni. Gli utili contavano poco. Le aspettative superavano la realtà e gli investitori premiavano modelli di business ancora in cerca di definizione.
Nel ciclo attuale avviene il contrario. La maggior parte dei rendimenti deriva dalla crescita degli utili, soprattutto nelle aziende tecnologiche. Le valutazioni sono aumentate, ma senza raggiungere le distorsioni del passato. Secondo gli autori, questa dinamica “mostra un rally più radicato nella redditività rispetto a quello osservato alla fine degli anni Novanta”.
La maturità dell’ecosistema digitale svolge un ruolo decisivo. L’AI non nasce dal nulla. Si innesta su un’infrastruttura avanzata, alimentata da investimenti decennali in cloud, semiconduttori e reti. La capacità di generare ricavi è più chiara e l’adozione nei settori produttivi procede con maggior rapidità.
Leve finanziarie più alte e rischio più complesso
Accanto agli elementi di solidità, gli analisti individuano anche segnali di vulnerabilità. Il leverage delle imprese dello S&P 500 risulta più elevato rispetto alla fine degli anni Novanta. Il dato vale sia per l’indice generale sia per il comparto tecnologico.
L’aumento della leva non implica instabilità imminente. Le aziende di oggi operano con basi di ricavi più ampie e con flussi di cassa più robusti. Tuttavia cambia il profilo di rischio. Se la crescita degli utili dovesse rallentare o se le aspettative si ridimensionassero, l’aggiustamento avverrebbe in un contesto di maggiore esposizione debitoria.
Questa condizione rende più delicata la gestione finanziaria degli operatori telco, tradizionalmente caratterizzati da una struttura capital intensive. Il report sottolinea come “la combinazione fra leva elevata e costo del capitale in aumento riduca la flessibilità finanziaria degli operatori e innalzi la soglia di convenienza per nuovi investimenti”.
Tassi più alti: la vera differenza rispetto al passato
La variabile che più distingue i due periodi è il costo del debito. Negli anni Novanta il ciclo espansivo si sviluppò in un contesto monetario favorevole. Oggi accade l’opposto. Dal 2022 i rendimenti obbligazionari corporate sono cresciuti in modo significativo su tutte le scadenze.
Per i settori più esposti agli investimenti infrastrutturali – come telco e information technology – la pressione è forte. Il finanziamento di nuovi progetti richiede oneri maggiori e impatta sui margini.
Gli autori rilevano come questa dinamica influenzi le scelte strategiche: “La valutazione degli investimenti diventa più selettiva, in un contesto in cui ogni punto percentuale di rendimento atteso deve misurarsi con un costo del capitale superiore rispetto al passato”.
AI e reti: perché gli operatori si trovano nel cuore del nuovo ciclo
Pur all’interno di un ambiente finanziario più impegnativo, le telco assumono un ruolo essenziale nel nuovo ciclo AI. A differenza della bolla Internet, dominata da piattaforme e software, l’attuale fase richiede una infrastruttura profonda e distribuita.
La domanda di capacità continua a crescere. Data center, cloud distribuito, chip avanzati, modelli generativi e applicazioni di automazione spingono la necessità di reti più performanti. La qualità della connettività si colloca al centro della catena del valore. L’evoluzione di 5G, fibra, collegamenti satellitari e edge computing risulta indispensabile per sostenere i carichi di lavoro dell’AI.
Questa dinamica offre nuove opportunità agli operatori. La combinazione fra traffico crescente, servizi evoluti e sviluppo del cloud di prossimità consente di immaginare modelli di business che integrano connettività, potenza di calcolo e servizi digitali.
Il nodo della sostenibilità finanziaria
L’ottimismo tecnologico non basta. Per trasformare queste opportunità in crescita stabile occorre un equilibrio tra investimenti e robustezza dei bilanci. Gli operatori affrontano la necessità di aggiornare la rete in una fase di pressione sui margini e di forte competizione.
Il report invita alla prudenza e sottolinea come “il ciclo di investimento nell’AI richieda una disciplina più rigorosa rispetto alle precedenti trasformazioni del settore”. Le imprese devono valutare con attenzione il ritorno atteso e pianificare in anticipo la gestione della leva. La collaborazione pubblico-privato assume un’importanza crescente, soprattutto per accelerare la diffusione dell’infrastruttura strategica.
Un ciclo più maturo, ma non privo di rischi
Il confronto con la bolla del 2000 risulta inevitabile, ma il parallelismo non regge. L’AI si sviluppa in un ecosistema più avanti e in un contesto in cui la resa dei modelli si traduce già in efficienze reali. Tuttavia il livello di indebitamento e il costo del capitale rappresentano variabili cruciali.
Le telco si trovano in una posizione strategica, ma devono affrontare un percorso più complesso. Il loro ruolo è fondamentale per trasformare l’AI in produttività e innovazione. Senza reti adeguate la crescita tecnologica non si regge. La sfida consiste nel sostenere lo sforzo infrastrutturale senza compromettere la solidità finanziaria.
L’AI non è una bolla, ma un ciclo che si sviluppa dentro condizioni finanziarie nuove. Per gli operatori significa ridefinire strategie e priorità, mantenendo l’equilibrio fra espansione e resilienza.












