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Internet mobile, in Italia il giro d’affari a +27%. Trainano le tariffe flat

Politecnico di Milano: il mercato supera i 530 milioni di euro. Puntello della crescita i ricavi dei “pacchetti” che aumentano del 43%

10 Mag 2011

In Italia è rivoluzione mobile. A dirlo i numeri
dell’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of
Management del Politecnico di Milano, secondo cui nel 2010 il
volume d’affari del Mobile Internet ha fatto registrare una
crescita pari al 27%, portandolo a raggiungere quota 538 milioni di
euro. In questo contesto cresce fortemente (+43%) la componente dei
ricavi derivante dalle tariffe flat, che arriva a pesare il 38% sul
mercato complessivo. “Queste dinamiche sono confermate dalla
forte crescita del numero di Mobile Surfer avvenuta nel 2010 e del
loro utilizzo della Rete da cellulare navigano in media 30 minuti
al giorno, anche se la navigazione è concentrata su pochi siti e
tendenzialmente sempre gli stessi. – spiegano gli esperti del
Polimi – Interessante sottolineare come la soddisfazione non sia
ancora elevatissima per circa la metà di questi utenti, in
particolare a causa del forte consumo della batteria (per gli heavy
user) e del costo del servizio”.

Lo scorso anno è stato caratterizzato da un aumento del mercato
Mobile Internet, Content & Apps (+7%). Il trend positivo è
l’effetto di 3 componenti che mostrano differenti andamenti: un
forte incremento del Mobile Internet, ossia della connettività da
telefono cellulare/smartphone; una ulteriore riduzione dei Mobile
Content & Apps a pagamento; una buona crescita del Mobile
Advertising (la raccolta pubblicitaria specifica sul canale
Mobile), anche se in termini assoluti vale ancora molto poco.
Il risultato di queste dinamiche così asimmetriche è che il peso
del volume d’affari del Mobile Internet arriva al 48% (era il 32%
due anni fa), avvicinandosi notevolmente al peso dei Mobile Content
a pagamento, pari al 49% (era pari al 65% nel 2008).

“Non parlo mai volentieri di “rivoluzione” – dice Andrea
Rangone, responsabile Osservatori Ict del Politecnico di Milano–
ma oramai si è attivato un circolo virtuoso che ci induce a
parlare effettivamente di Mobile Revolution. Perché rivoluzionarie
sono le peculiarità del mezzo che possono essere sfruttate:
geo-localizzazione, ubiquità, immediatezza d’uso, socialità,
interattività. Perché rivoluzionario è, a nostro avviso,
l’impatto che il Mobile avrà sul comportamento del consumatore:
che utilizza sempre di più il telefono cellulare come canale
preferenziale per accedere – sempre e ovunque – a qualsiasi
contenuto e servizio digitale. Perché rivoluzionario è
l’impatto che avrà anche sulle imprese e sulle pubbliche
amministrazioni: mettendo loro a disposizione un nuovo potente
canale di gestione della relazione con i propri clienti/utenti. Non
dimentichiamo inoltre la leadership tutta italiana nella diffusione
dei terminali e anche degli innovativi modelli di smartphone che
pone le aziende del nostro Paese nella possibilità di giocare un
ruolo di primo piano, non solo nel mondo dei Mobile Content come
storicamente è stato, ma anche in quello delle Applicazioni e del
Mobile Web, dove l’arena è globale e molto competitiva.”

L’Osservatorio registra invece un segno meno per il mercato dei
Mobile Content & Apps a pagamento, anche se meno negativo
dell’anno scorso: -9% nel 2010 contro -20% nel 2009: in due anni
sono stati bruciati, così, 200 milioni di euro. Il rallentamento
del calo è confermato anche nei primi mesi di quest’anno e fa
ben sperare per un ritorno alla crescita (che però difficilmente
avverrà già nel 2011 ma dovrebbe avvenire a partire dal 2012). La
dinamica negativa è l’effetto combinato di due trend opposti,
oramai in atto da due anni: da una parte, la continua contrazione,
-13%, dei ricavi derivanti dai contenuti più tradizionali (loghi e
suonerie, giochi java, sms informativi, dating via Sms, voting
televisivo, ecc.) basati sui tipici canali Telco-centrici (Numero
breve e Mobile portal in primis); dall’altra, la crescita dei
contenuti erogati tramite i nuovi canali del Mobile Internet e
degli Application Store, +113%, anche se in valore assoluto
rimangono ancora molto limitati (qualche decina di milioni di euro
complessivamente).

Entrando nel dettaglio di questi nuovi contenuti, si evidenzia una
notevole crescita dei Giochi regolamentati con vincita in denaro
(in particolare le scommesse sportive), ma sono le Applicazioni a
fare la parte del leone. Quelle che generano i maggiori ricavi sono
certamente i giochi. Tra le applicazioni che si stanno dimostrando
promettenti si segnalano quelle che erogano i contenuti più
squisitamente editoriali, grazie anche all’introduzione
dell’in-app billing.

“Relativamente a questi “nuovi” contenuti e, in particolare,
proprio alle Applicazioni, nonostante il grande fermento di tutti
gli attori del mercato, il boom degli smartphone venduti e delle
Applicazioni sviluppate, le dinamiche di crescita si dimostrano
forse più lente di quelle che qualcuno ipotizzava – spiega
Filippo Renga, responsabile della Ricerca Mobile Internet, Content
& Apps Si tratta di un mercato che necessita di tempo per
trasformare gli enormi numeri riguardanti offerta e download in
ricavi, sia pay che pubblicitari. Tuttavia, le grandi
sperimentazioni in atto in termini di contenuti e modelli di
business innovativi che puntano su nuovi format pubblicitari e su
nuove forme di ricavo premium, stanno mettendo in luce un
incredibile laboratorio a cielo aperto che, ne siamo convinti,
condizionerà pesantemente l’evoluzione anche degli altri ambiti
digitali – (cliccare qui per visualizzare la foto) – Il successo
dell’iPad e la rapida diffusione dei nuovi Tablet,
l’introduzione del paradigma delle Applicazioni anche nel mondo
dei Pc e in quello delle Televisioni sono, infatti, la chiara
evidenza di come il Mobile stia contaminando il mondo
dell’Internet tradizionale e delle Tv digitali”.

Ma il Web è veramente morto? “È in atto una grande battaglia
tra due differenti mondi Internet: quello “nuovo”
Application-centrico e quello “vecchio” Browser-centrico –
risponde Rangone – È una battaglia tra due concetti di Internet
completamente diversi tra loro, non solo per l’architettura
tecnologica che sottendono ma anche per i principi che li ispirano:
il primo, quello App-centrico, si basa su un insieme di Application
Store, ognuno dei quali rappresenta un walled garden; il secondo,
Browser-centrico, si basa invece sull’universalità del Browser.
Il Web, infatti, si innova con l’Html5 che consente di superare
molti dei limiti del Browsing tradizionale, migliorando le
opportunità per gli sviluppatori e avvicinando la user experience
delle Applicazioni: pur non riuscendo a garantire tutti i vantaggi
delle Applicazioni sviluppate nativamente per lo specifico sistema
operativo, le Web app hanno il grande vantaggio della
trasversalità e di non richiedere, quindi, uno sviluppo ad hoc per
ciascuna piattaforma. La battaglia è solo agli inizi!”