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Internet of things, la nuova scommessa cinese

Nel piano quinquennale annunciato dal vice ministro per l’Industria e IT Yang Xueshang c’è la messa a punto di una piattaforma che mira a spingere la diffusione del web degli oggetti a livello internazionale. Ma non sarà semplice: il Paese è tecnologicamente indietro rispetto ai competitor occidentali

21 Nov 2011

La Cina punta sulla Internet delle cose, cercando di sviluppare
tecnologie all'avanguardia che le diano un ruolo di primo piano
nel settore che ancora oggi non ha. Per questo potenzierà
investimenti e ricerca nei prossimi cinque anni, come prevede il
12mo piano Quinquennale. Lo ha reso noto Yang Xueshang, vice
ministro dell’Industria e dell’information technology in
occasione di un forum tenutosi nella città cinese meridionale di
Shenzhen.

Obiettivo della Cina, ha fatto sapere Yang, è costruire un sistema
tecnologico completo e un insieme standard riconosciuti a livello
internazionale per la Internet of things.

Yang ha anche fatto sapere che il Paese lavorerà per promuovere
tutti i settori industriali connessi con la Internet delle cose,
dalla manifattura alla comunicazione ai servizi, promuovendo le
diverse applicazioni tecnologiche e creando una catena del valore
estesa.

La Cina già possiede una serie di tecnologie nel settore della
Internet of things, prodotte internamente, e ha messo a punto
applicazioni preliminari in settori come i trasporti, la logistica,
la finanza, la protezione ambientale, la sanità e la difesa
nazionale.

Tuttavia, l’Internet delle cose è un’industria ancora ai suoi
albori e in Cina deve affrontare una serie di ostacoli al suo pieno
sviluppo, come nota oggi l’agenzia Xinhua. Le tecnologie e i
prodotti core della Cina sono ancora indietro rispetto a quelli
delle nazioni sviluppate, ha ammesso Li Li, vice-direttore del
Science and Technology Department che fa parte del ministero
dell’Industria.
Secondo Li, alla Cina mancano ancora una rete di servizi integrata
e avanzata e imprese leader nel settore. Inoltre le applicazioni
della tecnologia sono ancora in fase di test e limitate e
permangono rischi sulla sicurezza delle informazioni.

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