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Intesa Asstel-sindacati-Federmanager per rilanciare le Tlc. Labriola: “Rafforzare la visione industriale”



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L’Avviso Comune chiede regole stabili, più investimenti nelle infrastrutture, sostegno sui costi energetici e valorizzazione delle competenze lungo tutta la catena del valore. Ecco il documento

Pubblicato il 9 mar 2026



politica industrialiale tlc Italia

Il comparto delle Tlc prova a fare massa critica e a parlare con una voce sola. Asstel, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Federmanager hanno sottoscritto un Avviso Comune che punta a mettere nero su bianco le priorità considerate indispensabili per la tenuta economica, industriale e occupazionale della filiera. L’obiettivo è aprire un confronto strutturato con le istituzioni nazionali ed europee, partendo da una piattaforma condivisa su regolazione, investimenti, lavoro e formazione.

Il punto politico dell’iniziatica è che le telecomunicazioni sono infrastruttura essenziale per la crescita digitale del Paese, in una fase in cui l’intero ecosistema è sottoposto a pressioni sempre più forti. Da un lato pesano il calo dei ricavi, la complessità competitiva e l’impatto delle trasformazioni tecnologiche; dall’altro cresce la necessità di sostenere reti, servizi e competenze in una logica di lungo periodo. Il documento si colloca nel solco del recente rinnovo del CCNL Tlc e del Patto per lo sviluppo industriale della filiera, ma prova a spingersi oltre, indicando una cornice di policy più ampia e organica.

Regole certe, frequenze e investimenti: la cornice chiesta dal settore

Il cuore dell’Avviso Comune sta nella richiesta di un quadro regolatorio stabile, equo e orientato agli investimenti. Le parti firmatarie insistono sulla necessità di condizioni di mercato più coerenti con il carattere strategico del comparto, anche sul piano della sicurezza nazionale e della sovranità tecnologica. Il riferimento è a una filiera che conta oltre 200mila addetti e che viene considerata cruciale non solo per l’innovazione, ma anche per la competitività dell’intero sistema produttivo.

Tra i nodi evidenziati c’è il rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo delle reti e contribuire al superamento del digital divide. Altro capitolo centrale è quello delle frequenze: il settore chiede una revisione degli oneri, ritenuti da riallineare alla rilevanza strategica delle telecomunicazioni e alle migliori pratiche europee. Sul tavolo viene posta anche la questione energetica, con la richiesta di riconoscere il comparto come settore ad alta intensità energetica, così da consentire l’accesso a strumenti di compensazione e supporto.

“L’intesa sottoscritta oggi rappresenta un passaggio importante – sottolinea il Presidente di Asstel, Pietro Labriola – imprese e organizzazioni sindacali condividono la necessità di rafforzare una visione industriale per il settore delle telecomunicazioni, infrastruttura strategica per la competitività e la crescita digitale del Paese.” Una dichiarazione che sintetizza il tentativo di spostare il confronto dalle sole emergenze aziendali a una vera politica per il comparto.

Customer care, contratto e qualità del lavoro

Uno dei passaggi più sensibili riguarda il mondo del customer care e dei contact center, da anni attraversato da tensioni su prezzi, appalti e tenuta occupazionale. L’Avviso Comune richiama il tema del rilancio del comparto, indicando nel rafforzamento del CCNL Tlc il riferimento contrattuale per le attività di customer care, assistenza e contact center, anche come argine ai fenomeni di dumping.

Il segnale, in questo caso, è soprattutto di sistema, nonché politico. Per le parti sociali la trasformazione digitale non può tradursi in una compressione del valore del lavoro. “Come Fistel Cisl riteniamo fondamentale la decisione condivisa con AssTel di sottoscrivere questo avviso comune per portare all’attenzione delle istituzioni, tra cui di Agcom, Agcm, Ministero del lavoro e Consip, le istanze prioritarie sui cui è importante intervenire tempestivamente.”, evidenzia infatti Alessandro Faraoni, segretario generale Fistel Cisl. Il riferimento alle authority, al ministero e a Consip segnala la volontà di incidere non solo sul piano contrattuale, ma anche sulle regole del mercato e degli affidamenti.

Competenze, innovazione e transizioni occupazionali

L’altro grande asse dell’intesa riguarda il lavoro qualificato. Il documento insiste sulla centralità di formazione continua, politiche attive e strumenti bilaterali per accompagnare le transizioni occupazionali in un contesto in cui intelligenza artificiale, automazione e trasformazione dei modelli operativi stanno ridisegnando il settore. Le competenze vengono presentate come la vera leva di innovazione, non come un elemento accessorio.

In questa prospettiva Riccardo Saccone, segretario generale Slc Cgil ricorda che: “È un fatto positivo che tutti i principali attori del settore abbiano trovato una convergenza su un modello condiviso di politica industriale per il settore, con l’obiettivo di mettere finalmente al centro l’urgenza di investire in modo coerente sulle persone e sulle infrastrutture strategiche per il Paese. Non c’è più molto tempo.” L’urgenza richiamata dal sindacato lega insieme due variabili: la fine della spinta del Pnrr e l’accelerazione impressa dalle nuove tecnologie. Da qui la richiesta di indirizzare le risorse disponibili verso sviluppo tecnologico e aggiornamento professionale.

“Serve una forte e concreta sinergia tra Imprese e Parti Sociali per accompagnare il settore delle telecomunicazioni nella profonda trasformazione che sta attraversando- osserva il segreteario generale della Uilcom Uil, Salvo Ugliarolo – Alle Istituzioni rivolgiamo una richiesta chiara e non più rinviabile: affiancare e sostenere questo percorso.” Il messaggio è che il cambiamento non può essere lasciato alla sola dinamica di mercato.

Il ruolo del management e la sfida di una visione integrata

L’ingresso di Federmanager nella sottoscrizione dell’Avviso Comune aggiunge un tassello non secondario. Per la prima volta, sottolineano i promotori, il documento coinvolge insieme aziende, lavoratori e management, con l’idea di costruire una visione industriale integrata della filiera. Il punto è che la competitività del settore non dipende soltanto dagli investimenti in reti o dal perimetro regolatorio, ma anche dalla capacità organizzativa di guidare l’innovazione.

Lo sintetizza il presidente di Federmanager, Valter Quercioli: “Con questo Avviso Comune, il primo che coinvolge management, lavoratori e aziende – dichiara il Presidente di Federmanager Valter Quercioli – le parti sociali indicano con chiarezza la necessità di una visione industriale e istituzionale condivisa per il futuro della filiera delle telecomunicazioni.” È un passaggio che rafforza la dimensione sistemica dell’intesa e spinge il confronto oltre il perimetro delle relazioni industriali tradizionali.

Il settore chiede di essere considerato una leva strategica dello sviluppo nazionale, con strumenti coerenti sul piano regolatorio, fiscale, energetico e occupazionale. L’Avviso Comune non risolve da solo le criticità strutturali delle telecomunicazioni italiane, ma prova a fissare una piattaforma comune da cui ripartire. Ed è proprio questa convergenza, in una fase storica segnata da profonde trasformazioni, il dato politicamente più rilevante.

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