L’assemblea degli azionisti di Inwit si terrà il 30 aprile 2026, in unica convocazione, esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione. Lo ha deliberato il consiglio di amministrazione del gruppo, riunitosi ieri sotto la presidenza di Oscar Cicchetti.
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I punti al centro dell’assemblea
L’assemblea, spiega una nota, sarà convocata per deliberare in parte ordinaria su quattro ordini del giorno: oltre all’approvazione del bilancio d’esercizio della società al 31 dicembre 2025 (la cui approvazione avverrà con la riunione del cda del 2 aprile 2026) e alla proposta di destinazione del risultato d’esercizio, ci sarà infatti la relazione sulla politica di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti nel 2025. Gli azionisti saranno poi chiamati a valutare un piano di incentivazione azionaria a lungo termine e a nominare un amministratore ai sensi dell’art. 2386, comma 1 del codice civile e del paragrafo 13.17 dello statuto sociale.
In parte straordinaria, l’assemblea sarà poi chiamata a deliberare sulla proposta di annullare 27.895.167 azioni acquistate in esecuzione della delibera dell’Assemblea del 15 aprile 2025, senza riduzione del capitale sociale.
Verso la battaglia legale contro Fastweb+Vodafone
Con ogni probabilità, l’assemblea degli azionisti rappresenterà anche un’occasione per discutere del dossier Tim-Fastweb+Vodafone, che proprio ieri si è infiammato con l’annuncio da parte della telco di voler terminare il Master service agreement (Msa) con Inwit nell’ottica di dare seguito alla prospettata joint venture con Tim per la costruzione di 6mila nuovi siti.
Secondo Fastweb+Vodafone, infatti, “in conformità al periodo di preavviso previsto dal contratto, l’Msa avrà termine formalmente alla fine di marzo 2028” e per questo il gruppo avvierà le trattative con Inwit per definire un piano di migrazione pluriennale in linea con le disposizioni dell’Msa al fine di garantire la continuità operativa fino a marzo 2028 e oltre tale data. Il piano di migrazione si baserà su accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative che vedono la partecipazione di Fastweb+Vodafone.
La decisione di porre termine all’Msa deriva, ha spiegato l’azienda, “dalla constatazione che i costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato, nonché dalla mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento. I prezzi superiori a quelli di mercato applicati da Inwit riducono la capacità di Fastweb+Vodafone di effettuare gli investimenti necessari per continuare a offrire reti mobili di alta qualità e contribuire alla digitalizzazione dell’Italia”.
Inwit da parte sua ha precisato che l’atto di Fastweb-Vodafone “è privo di fondamento giuridico e come tale sarà impugnato in ogni sede competente; la società provvederà a richiedere con effetto immediato al Tribunale di Milano un provvedimento cautelare per inibire gli effetti della disdetta”.
La tesi di Inwit
Nel rispondere all’iniziativa di Fastweb-Vodafone, Inwit ha ribadito che “gli Msa sono contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile effettuata nel 2020 che ha previsto l’acquisto da parte di Inwit dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Vodafone Italia, per un valore complessivo di circa 5,7 miliardi di euro, garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alla società venditrice”
Inoltre, “la struttura dell’Msa stipulato con Vodafone Italia, oggi Fastweb, è coerente con il modello di business infrastrutturale, che si fonda su flussi di ricavi contrattualizzati e a lungo termine. Tale modello di business, standard per il settore a livello globale, garantisce condizioni economiche competitive ai clienti e generazione di valore economico e industriale per tutte le parti coinvolte e la filiera industriale delle telecomunicazioni”.
Infine, “in base alla clausola di protezione ‘Msa Change of Control’, a seguito del cambio di controllo congiunto su Inwit da parte di Tim e Vodafone pacificamente avvenuto nell’agosto del 2022, Inwit ha esercitato l’opzione contrattualmente prevista, che ha esteso la durata dell’accordo per un periodo di 16 anni, fino all’agosto 2038, arco di tempo durante il quale non è consentita alcuna facoltà di disdetta da parte di Fastweb. Le operazioni del Gruppo Vodafone risalenti al 2020 a cui fa riferimento Fastweb hanno natura di mera riorganizzazione interna, non hanno inciso sul controllo congiunto di Inwit e pertanto non hanno determinato la fattispecie giuridica rilevante ai sensi dell’Msa”. Pertanto, sottolinea Inwit, “qualsiasi tentativo di risolvere anticipatamente il contratto deve ritenersi pretestuoso e finalizzato esercitare indebite pressioni su Inwit volte a una rinegoziazione dei termini del Msa”.






