Siamo stati “chiarissimi sul quadro legale dei nostri Master Service Agreements (Msa)” e “abbiamo intrapreso la via giuridica per proteggere Inwit” dalle disdette da parte di Tim e Fastweb. “Vorremmo tornare a occuparci di business invece di cause legali e trovare soluzioni che creano valore per tutti. Proteggiamo i diritti di Inwit e siamo
fiduciosi della solidità delle nostre argomentazioni. Abbiamo sempre rispettato il contratto in buona fede e onestà, aperti a discutere con i clienti”. Lo ha chiarito il direttore generale di Inwit, Diego Galli, nel corso della conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre 2026 della società delle torri,
Una trimestrale in tono minore, con ricavi in lieve flessione a 264,1 milioni di euro, in lieve flessione del -0,8% rispetto allo stesso periodo 2025 (euro 266,2 milioni), riflettendo l’interruzione sia di attività previste nei piani, ma non garantite, sia dello sviluppo di nuove iniziative di business.
Il contesto attuale di mercato, afferma l’azienda guidatai da Gall, è complicato e caratterizzato dall’assenza di investimenti discrezionali da parte degli operatori. L’Ebitda si attesta a 239,5 milioni di euro, con un margine sui ricavi pari al 90,7% e in diminuzione di un punto percentuale rispetto al primo trimestre 2025.
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Tlc e torri, scenario complesso per Inwit
Con una rete di circa 26mila torri (macro grid), circa 850 coperture DAS per location indoor (Distributed Antenna Systems)e circa 12 mila sistemi di micro-coperture (DAS, ripetitori e small cell – micro grid), Inwit “abilita una copertura capillare e integrata del territorio a supporto della connettività“, spiega la società, con un modello di business “tower as a service” a supporto di tutti gli operatori mobili, Fwa e IoT. “Lo scenario macroeconomico di rifermento è caratterizzato dal persistere di elementi di incertezza, quali ad esempio le aspettative sull’inflazione e i tassi d’interesse, che rimangono elevati”, dichiara la società delle torri.
Nel breve termine, nel mercato italiano delle telecomunicazioni persistono significativi elementi di difficoltà, tra cui l’elevata competizione e la limitata generazione di cassa, con impatto sugli investimenti in infrastrutture digitali.
Negli ultimi mesi, inoltre, prosegue la nota dell’azienda guidata dal DG Galli, “si è assistito ad un incremento della conflittualità con gli anchor tenants finalizzato ad ottenere una squilibrata e ingiustificata rinegoziazione dei contratti Msa” validi ed efficaci, a giudizio di Inwit, fino al 2038. Tale conflittualità va ad aggravare un contesto attuale di mercato già di per sé sfidante, implicando l’interruzione di attività previste nei piani, ma non garantite, e il blocco di nuove iniziative di business.
Inwit, Galli: “Collaborare con i clienti per soluzioni condivise”
“Vorremmo tornare a collaborare con i nostri clienti per trovare soluzioni condivise che creano valore per tutte le parti”, ha ribadito Galli nella call con gli analisti. “
Nel settore delle tlc c’è ancora “una fase sfidante”, ha proseguito il DG; i nostri “Msa creano valore grazie al consolidamento delle infrastrutture e al fatto che si generano sinergie condivise”. Galli ha aggiunto: “Siamo fiduciosi della solidità delle nostre argomentazioni. I canoni dei nostri Msa sono competitivi”.
A marzo Fastweb+Vodafone e Tim hanno avviato una partnership per la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile, con la prospettiva di realizzare fino a 6mila nuovi siti sul territorio italiano. L’ accordo non vincolante è finalizzato anche ad accelerare il roll-out nazionale del 5G.
Il progetto, si legge in una nota congiunta, “consentirà a Fastweb+Vodafone e Tim di migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi delle infrastrutture passive alla media europea, mantenendo al tempo stesso standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione”.
Già allora Galli aveva commentato con gli analisti: “Uscire dalla rete Inwit vuol dire avere piano di rete alternativa con la costruzione di almeno 15 mila nuove torri che, con un roll-out medio di 500 torri, richiederebbe 30 anni, con impatti sulla qualità del servizio e con un costo di ulteriori due miliardi. Ma anche con impatti ambientali notevoli con l’emissione di oltre 500mila tonnellate di CO2. La duplicazione delle reti infrastrutturali non ha senso industriale, economico ed ambientale”.
Per Galli, “a ciò si aggiunge un tema di densificazione che sarebbe più rapida se i nostri anchor tenant si affidassero a Inwit, che garantisce la migliore qualità ed estensione. In questi anni siamo diventati una macchina operativa efficiente realizzando 800 torri nuove ogni anno: è il processo migliore per la densificazione ma anche per la gestione finanziaria”.
Inwit, gli indicatori del primo trimestre
Nel primo trimestre di Inwit l’Ebitdaal (Ebitda after Lease costs), principale margine operativo della società, si attesta a 189,9 milioni di euro, in diminuzione del -2,2% rispetto all’anno precedente. Il rapporto sui ricavi passa dal 72,9% del 2025 al 71,9%. L’Ebit è pari a 138,1 milioni di euro, in diminuzione del -2,9% rispetto allo stesso periodo 2025.
L’utile netto si attesta a 81,0 milioni di euro, -11,1% rispetto allo stesso periodo 2025;
Gli investimenti industriali, pari a 81,9 milioni di euro, sono in calo del -1,9% rispetto allo stesso trimestre 2025 (83,5 milioni di euro).
Il Recurring free cash flow si è attestato a 176,2 milioni di euro, in aumento del +11,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’indebitamento finanziario netto, pari a 024,6 milioni di euro (inclusivo delle passività finanziarie IFRS16) risulta in aumento (+13,1%) rispetto al 31 marzo 2025 (pari a 4.444,0 milioni di euro), essenzialmente per effetto della maggiore remunerazione agli azionisti in termini di dividendi e riacquisto di azioni proprie; in diminuzione (-1,6%) rispetto al quarto trimestre 2025 (5.105,9 milioni di euro).
La leva finanziaria, in termini di rapporto tra indebitamento netto ed Ebitda, è in aumento a 5,2x rispetto al 4,6x del primo trimestre 2025 per il sopracitato incremento dell’indebitamento finanziario netto; in linea rispetto al 5,2x del quarto trimestre 2025.
I principali indicatori operativi (Kpi), spiega Inwit, riflettono l’attuale fase di mercato e di incertezza dei rapporti con i principali clienti: +30 nuovi siti con circa 300 nuove ospitalità, confermando una tenancy ratio in crescita pari a 2.39x tra i più alti del settore; +60 nuove coperture DAS dedicate in primarie location indoor per un totale di circa 850; circa 500 unità remote units per un totale di oltre 12mila; oltre 400 transazioni real estate.
II caso torri e la joint venture Tim-Fastweb
Inwit ricorda anche che, in data 18 marzo 2026, Tim ha contestato alla società gravi inadempimenti nell’esecuzione dell’Msa alla quale Inwit ha replicato puntualmente rigettando integralmente le contestazioni ivi contenute. Il 19 marzo 2026 Tim e Fastweb hanno annunciato pubblicamente un accordo non vincolante per la costituzione di una joint-venture, destinata alla costruzione e gestione di 6.000 torri per la telefonia mobile in Italia.
In data 25 marzo 2026, Inwit ha ricevuto da Fastweb (società controllata da Swisscom che ha incorporato Vodafone Italia) comunicazione di mancato rinnovo dell’Msa- valido ed efficace, a giudizio della società, fino al 2038 – unitamente ad un atto di citazione in prevenzione presso il Tribunale di Milano, per accertare e dichiarare l’asserita validità di tale atto. Nell’ambito del relativo giudizio, la società ha presentato ricorso cautelare per l’adozione in via d’urgenza di provvedimenti a tutela dei propri diritti al fine di prevenire il rischio di destabilizzazione dell’equilibrio economico-finanziario, con potenziali impatti sulla continuità aziendale, nonché sulla continuità e la sicurezza di servizi essenziali per la collettività. La società, tuttavia, ribadisce che circa il 75% della propria infrastruttura, di interesse critico nazionale, non è replicabile.
In data 27 marzo 2026 Inwit ha anche presentato un esposto a Consob affinché l’Autorità di vigilanza sui mercati possa compiutamente valutare la rilevanza di eventuali condotte idonee a causare andamenti anomali del titolo.
I mancati rinnovi dei Master Service Agreement
In data 29 marzo 2026 Inwit ha ricevuto anche da Tim comunicazione di mancato rinnovo del Master Service Agreement (Msa), con efficacia all’agosto del 2030 o, alternativamente, al 31 marzo 2028, qualora fosse accertato che le operazioni infragruppo effettuate da Vodafone nel 2020 abbiano determinato un cambio di controllo rilevante per l’esercizio del diritto di opzione esercitato da Tim e Inwit nell’agosto del 2022.
Al riguardo Inwit precisa che, in caso di cambio di controllo, l’Msa prevede che ciascuna parte ha il diritto di esercitare un’opzione per rinnovare l’accordo per un periodo di 8 anni soggetto al rinnovo per ulteriori otto anni, senza che la parte a cui è stato notificato l’esercizio dell’opzione abbia facoltà di disdetta alla fine dell’ottavo anno (e quindi per complessivi 16 anni). Tim e Inwit hanno entrambe esercitato il diritto di rinnovo automatico fino al 2038, in data 4 agosto 2022, e dunque la durata dell’Msa è stata estesa per un periodo di 8+8 anni (per complessivi 16 anni) a partire dalla data del 4 agosto 2022 e quindi fino al 4 agosto 2038.
Inoltre, Inwit sottolinea che l’efficacia degli esiti giudiziali concernenti il Msa tra la società e Fastweb è limitata a queste ultime e non si estende a Tim. La disdetta di Tim appare pertanto inefficace e unicamente strumentale a esercitare una indebita pressione su Inwit, volta alla rinegoziazione dei termini economici dell’Msa, afferma l’azienda delle torri.
Inwit si protegge in sede giudiziaria
Inwit “considera sia l’iniziativa di Fastweb, sia l’iniziativa di Tim illegittime, prive di fondamento giuridico, strumentali e pretestuose al fine di ottenerne una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini degli Msa; ha pertanto conferito espresso incarico ai propri legali di agire in ogni sede giudiziaria competente per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders, anche nei confronti di TowerCo che, con le proprie condotte, dovessero agevolare l’attuazione di illecite strategie in danno della Società”, si legge nella nota allegata alla trimestrale.
A seguito della ricezione della notifica di disdetta dell’Msa da parte di Fastweb e Tim, le agenzie di rating – in attesa della definizione delle dispute legali – hanno confermato i rating ma aggiornato l’outlook su Inwit: Fitch è passata da l’outlook stabile a credit watch negativo mentre da S&P da credit watch positivo a outlook stabile.
In questo contesto, Inwit ha proseguito nella realizzazione delle infrastrutture digitali per il progetto Roma 5G, in collaborazione con Roma Capitale, per lo sviluppo della connettività 5G in tutti i principali punti nevralgici della città, prevedendo l’abilitazione della copertura cellulare sulle linee metropolitane A e B1 e l’attivazione del wi-fi pubblico, l’istallazione di IoT, telecamere e small cells in 92 piazze di Roma.
L’outlook per il 2026
La Società reitera la Guidance 2026 e il Medium-term “baseline” Outlook indicati nel comunicato stampa del 19 marzo 2026. Per i 2026 son previsti ricavi nel rango di 1,050-1,090 miliardi di euro, Ebtida margin a circa il 90%, Ebitdaal margin a circa il 72%, Recurring Free Cash Flow nel range 550-590 milioni di euro, dividendo per azione almeno pari al valore dell’esercizio 2025 (confermato ad euro 0,55 per azione), e leva finanziaria a 5,5x, confermando il target strutturale di leva finanziaria tra 5x e 6x.
Gli outlook non includono i potenziali upside relativi al ristabilirsi di una relazione costruttiva con gli anchors clients all’oggettivo bisogno di densificazione richiesto sia dalla continua crescita del traffico dati in mobilità che dalla necessità di completare e densificare la copertura indoor e outdoor e dall’opportunità di espandersi lungo la filiera delle infrastrutture digitali.






