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Italia, banda “medio-larga”. Ma insufficiente fra 3 anni

Emerge dal “Broadband quality index” sulla qualità delle connessioni in banda larga di 66 Paesi. Nel nostro Paese la banda è sufficiente per applicazioni e servizi web disponibili oggi, ma lontana dal valore 50, soglia necessaria per le applicazioni dei prossimi 3-5 anni

15 Ott 2009

L'Italia è al 38esimo posto nella classifica internazionale
per la qualità della banda larga offerta ai cittadini. È quanto
emerge dallo studio internazionale "Broadband quality
index" sulla qualità delle connessioni in banda larga di 66
Paesi. Lo studio, sponsorizzato da Cisco, è stato condotto
dall'Università di Oxford e dal Department of applied
economics dell'Università di Oviedo. Nel nostro paese la
qualità della connessione è pari a 28,1 (su una scala da 0 a
100).

L'Italia fa parte di un gruppo di paesi che si trovano su un
valore "di soglia", compreso fra 27 e 29, considerato
dagli esperti sostanzialmente sufficiente affinché gli utenti
possano utilizzare in modo adeguato le applicazioni e i servizi web
disponibili oggi. L'Italia è però lontana dal valore 50,
soglia che viene considerata necessaria per utilizzare in modo
soddisfacente anche le applicazioni che si affermeranno nei
prossimi 3-5 anni.

Al primo posto della classifica mondiale si trova la Corea del Sud,
che con un punteggio pari a 66 su 100 ha superato il leader dello
scorso anno, il Giappone (a quota 64). Il paese con la migliore
qualità di banda in Europa è la Svezia, con un punteggio pari a
57.
“Ma dobbiamo muoverci in fretta – ha sottolineato David
Bevilacqua, Ad della divisione italiana dell’azienda –. Nei
prossimi anni la richiesta di banda aumenterà in maniera
vertiginosa”. Soprattutto a causa dell’utilizzo sempre maggiore
dei video, vera e propria “killer application” delle rete, che
“nei prossimi anni avrà un utilizzo sempre più estensivo”.