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Jabil, la denuncia della Fiom: “Nessun piano di rilancio”

Il sindacato: “Fare chiarezza sul futuro dei 1100 lavoratori di Marcianise e Cassina de’ Pecchi”

19 Mag 2011

"Mercoledì 18 maggio, al tavolo ministeriale su Jabil (ex
Competence), è emersa con drammatica chiarezza l'assenza di un
vero piano strategico sul futuro industriale dei due stabilimenti
che la multinazionale Usa ha nel nostro paese: Marcianise (Caserta)
e Cassina de' Pecchi (Milano)”. A denunciarlo Sergio
Bellavita, segretario nazionale Fiom-Cgil responsabile settore
Ict.

“Sebbene ci siano state prospettate le prime azioni volte a
rimettere in equilibrio l'Azienda nel rapporto con clienti e
fornitori, dopo la disastrosa esperienza di Competence, non ci
sentiamo rassicurati – prosegue Bellavita in una nota – Ciò
considerato che non esistono, all'orizzonte, produzioni
aggiuntive tali da poter affermare con certezza che la volontà di
Jabil è di ritornare seriamente a produrre in Italia”.

“In attesa di conoscere − nel prossimo incontro − il piano
industriale, vogliamo lanciare l'allarme sul futuro dei due
stabilimenti che occupano circa 1.100 lavoratori. Chiediamo,
inoltre, che sia fatta chiarezza sulla gestione delle risorse della
fallimentare esperienza Competence. Non è accettabile che i
lavoratori paghino i costi della finanza allegra, degli sperperi o,
peggio, di possibili operazioni truffaldine".

Il gruppo Competence, di proprietà del fondo finanziario
Mercatech, possiede attualmente in Italia gli stabilimenti dismessi
dalla multinazionale statunitense Jabil. Si tratta, in particolare,
di uno stabilimento sito a Cassina de’ Pecchi, originariamente
ceduto a Jabil da Nokia-Siemens, e di due stabilimenti siti a
Marcianise, di cui uno proveniente anch’esso da Nokia-Siemens e
l’altro proveniente da Marconi. In questi stabilimenti vengono
prodotte apparecchiature per le telecomunicazioni.

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