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L’affondo di Apple: “Niente cellulari targati Nokia negli Stati Uniti”

Quarto capitolo della saga giudiziaria che vede coinvolte le sue aziende: la casa di Cupertino chiede all’Itc l’embargo dei telefonini finlandesi

18 Gen 2010
Siamo ormai al quarto capitolo della guerra, tutta suon di
brevetti, che si sta combattendo da alcuni mesi fra Nokia e
Apple. Tutto ha avuto inizio lo scorso ottobre, quando il colosso
finlandese ha denunciato la casa di Cupertino per la violazione
di 10 brevetti inseriti nell’iPhone. La risposta di Apple non
si fece attendere e si concretizzò in una controquerela, alla
quale Nokia ha risposto trascinando nuovamente Apple in
tribunale.

Il quarto, e per ora ultimo, capitolo della battaglia vede la
Mela chiedere all’nternational Trade Commission (Itc), agenzia
governativa statunitense che tutela il mercato da pratiche
sleali, di bloccare l’importazione negli Usa dei cellulari
Nokia vietandone la commercializzazione, a causa dei
comportamenti anticoncorrenziali del colosso finlandese e della
violazione di alcuni brevetti targati Apple.  

Mark Durrant, portavoce di Nokia, ha detto che l’azienda si
difenderà energicamente contro il reclamo di Apple, aggiungendo:
“Ciò non toglie il fatto che Apple non sia riuscita a
concordare delle condizioni appropriate per utilizzare la
tecnologia Nokia, e che abbia cercato di utilizzarla
gratuitamente sin da quando ha lanciato il suo primo iPhone nel
2007”.

Qualora l’Itc decida di prendere in esame la denuncia di Apple,
l’indagine verrebbe completata in circa 15 mesi; la stessa
agenzia statunitense sta ancora decidendo se indagare sull’
analoga denuncia presentata da Nokia contro Apple il 29 dicembre
scorso.

Dopo la guerra a suon di brevetti milionari, è arrivato dunque
un reclamo che qualora fosse accolto causerebbe danni economici
ingentissimi a Nokia. Questa infinita disputa legale riflette
l’instabile equilibrio di potere nell’industria della
telefonia mobile. Se si fa riferimento in particolare al settore
degli smartphones, Nokia è ancora leader nelle vendite, ma è
passata dal 41% al 35% di market share, proprio a causa della
serrata competizione con Apple.

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