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L’indiana Tata pronta a sbarcare in Italia come operatore virtuale

L’azienda di Mumbai punta ad offrire piani commerciali con telefoni di ultima generazione e roaming da e verso l’estero

17 Mar 2010

Roma sarà la base principale per la conglomerata indiana Tata,
attiva anche nel settore telecom, decisa a conquistare una fetta
del mercato italiano delle Tlc. Il gruppo multinazionale di Mumbai,
di proprietà della famiglia Tata, è pronto a mettere in campo
risorse consistenti per ritagliarsi un ruolo da protagonista nel
segmento dei cosiddetti operatori virtuali.

Secondo quanto rivela Il Tempo, gli emissari del patron indiano
Ratan, attuale presidente del gruppo, sarebbero già a Roma per
colloqui con i partner locali in grado di garantire il supporto
tecnico, finanziario e commerciale. Tata starebbe considerando di
stabilire nella capitale la base legale e commerciale, ma non
mancherebbe un’antenna specializzata solo nella parte tecnica
posizionata a Milano. Per la gestione del magazzino (le offerte
prevederebbero l’abbinamento di piani commerciali con telefoni di
ultima generazione), la conglomerata indiana avrebbe in mente di
trovare una piattaforma nel Centro Italia, forse in Molise.

L’arrivo di Tata in Italia si deve all’attrattiva del nostro
Paese come mercato ancora da sfruttare per gli operatori virtuali:
secondo gli ultimi rilevamenti dell’Agcom gli Mvno in Italia
hanno circa l’1,6% di quota di mercato (molto meno che nel resto
d’Europa; per esempio, in Francia controllano già il 5%). Solo
l’1% dei ricavi della telefonia mobile è dei virtuali, secondo
l’Mvno Forum. L’operatore virtuale leader in Italia è al
momento Poste Mobile. Tata, entrando sul nostro mercato, potrebbe
avvalersi della sua presenza in altre nazioni per avviare roaming e
offerte scontate ai clienti verso e dall’estero, nonché aprire
le porte allo sbarco in Italia della tecnologia informatica
indiana, che ha raggiunto altissimi livelli di eccellenza nello
sviluppo di software con costi competitivi.

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