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L’ostacolo alla banda larga? Non è l’ultimo miglio

Le attuali reti sono in grado di rispondere alla domanda di servizi evoluti. Piuttosto l’ostacolo alla diffusione dell’Internet veloce è rappresentato dalla cattiva progettazione dei siti web e dall’obsolescenza dei browers. Parola di Value Partners

25 Mar 2010

Sorpresa, l’ultimo miglio non preoccupa la Gran Bretagna. Il
white paper “Broadband infrastructure: the service and
application providers’ view”, pubblicato da Value Partners e
dal Broadband stakeholder group analizza la performance attuale e
futura delle reti broadband britanniche dal punto di vista di chi
offre servizi e applicazioni via rete oggi. Un punto di vista,
dicono gli autori dello studio, che spesso non è stato preso in
considerazione dagli studi sui network di nuova generazione.

Il white paper si basa su 19 interviste con rappresentanti di
content provider, siti di e-commerce e fornitori di applicazioni
basate su Internet. Dalle risposte emerge che i provider di
applicazioni e servizi sono preoccupati di riuscire a offrire un
servizio di qualità ai loro clienti, ma ci sono molti fattori che
ostacolano questa “performance end to end” e l’ultimo miglio
non è tra questi.

La prima preoccupazione di tutti i service provider è invece la
user experience. Siti mal disegnati con pagine che si caricano
lentamente sono un modo per allontanare i clienti. Pochi vedono un
limite significativo nella velocità all’ultimo miglio. Invece,
le funzionalità del browser che si ha sul Pc o il tipo di
connessione domestica sono considerati limiti più gravi.

Il quadro cambia se si guarda al medio termine (i prossimi 18-24
mesi). Nel futuro la domanda da parte dei consumatori di servizi di
rich data aumenterà enormemente e allora la disponibilità di
banda diventerà il problema principale. Solo un’adeguata
ampiezza di banda permetterà ai fornitori di applicazioni di
garantire la qualità del servizio.

I service provider britannici si dicono dunque soddisfatti del
network per il momento, ma si chiedono se le reti potranno
trasportare i servizi nei prossimi anni. Due trend fondamentali
vengono evidenziati: da un lato, gli intervistati ritengono che
l’inarrestabile crescita del traffico Internet porterà a una
“competizione per la banda larga” in diversi punti
dell’infrastruttura. Dall’altro, i consumatori cominciano a
esigere – e i provider vogliono offrire – una garanzia sulla
customer experience.

Ma una volta realizzate le reti di nuova generazione, i provider
sapranno davvero come usarle? Le idee sono chiare: contenuti video
più ricchi e ad alta definizione; strumenti di collaborazione e
user generated content che sfruttano le maggiori capacità di
uplink; più ampio uso dell’interazione video per meeting,
diagnosi mediche e comunicazioni personali. Trovare rapidamente
modi per sfruttare la nuova banda che si renderà disponibile per
portare agli utenti servizi potenziati non sarà un problema. Ma
nessun provider al momento sta lavorando su progetti per usare le
migliorate capacità delle reti di nuova generazione: tutti
aspettano che le reti siano pronte, prima di investire e lanciare i
nuovi servizi.

E, ancora una volta, non sarà solo questione di ampiezza di banda.
Per Value Partners, migliorare le prestazioni dell’infrastruttura
e investire nelle Ngn è inevitabile e auspicabile, ma non basta
per rispondere alle richieste dei consumatori. I servizi web-based
stanno diventando parte fondamentale della vita di tutti i giorni,
nel lavoro e nel privato, e richiedono di garantire anche
un’elevata performance end to end lungo tutta l’infrastruttura.
E’ questo che i consumatori si aspettano ed è questo che pensano
di pagare quando acquistano un servizio.

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