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La Camera ripesca l’emendamento sulla banda larga

Riammesso l’emendamento a firma di Gioacchino Alfano (Pdl) bocciato ieri in Commissione Bilancio. Il presidente Giorgetti: “Ma per l’ok finale serve la relazione tecnica del governo”

02 Dic 2009

Ripescato alla Camera l'emendamento per l'installazione di
impianti in fibra ottica sulla banda larga presentato
dall'onorevole Pdl Gioacchino Alfano e bocciato ieri dalla
Commissione Bilancio. Il presidente della commissione Giancarlo
Giorgetti ha deciso di riammettere il testo "dopo più
approfondito esame". Il presidente ha però chiarito che prima
dell'ok finale è necessario che il governo presenti una
relazione tecnica. 

Ieri ha ottenuto inoltre il via libera ieri in Commissione
Trasporti e Tlc alla Camera, la risoluzione bipartisan sottoscritta
da Paolo Gentiloni (Pd), Luca Barbareschi (Pdl) e dagli esponenti
di tutti i gruppi parlamentari, che mette nero su bianco la
richiesta di sblocco da parte del Cipe, già nella prossima
riunione, degli 800 milioni per la banda larga. “La banda larga
per tutti è indispensabile per arrivare a un vero e proprio switch
off per alcuni servizi della pubblica amministrazione – si legge
nella risoluzione -. Gli investimenti per eliminare il divario
digitale sono immediatamente attivabili strategici per
l'economia del futuro”. La IX Commissione “impegna il
Governo a deliberare nella prossima riunione del Cipe il
finanziamento previsto così da imprimere una decisa accelerazione
all'obiettivo della banda larga per tutti entro il 2012”.

Disco verde anche per le mozioni presentate da Pdl e Lega: Deborah
Bergamini (Pdl) e Jonny Crosio (Lega) sono gli autori delle altre
due risoluzioni anch’esse mirate allo sblocco dei fondi da parte
del Cipe. “Lo sviluppo della banda larga, attraverso
infrastrutture adeguate, come le reti di nuova generazione in fibra
ottica (Ngn), e tecnologie innovative è un elemento essenziale per
la crescita sociale ed economica del Paese”, si legge nella
premessa alla risoluzione a firma di Bergamini, Garofalo, Toto.
“L'accesso a Internet va infatti ormai annoverato tra i
servizi di natura «universale», da erogarsi all'intera
collettività nazionale, alla stregua di servizi come poste, luce o
gas nel secolo scorso. È infatti inaccettabile che in futuro ci
siano persone o intere comunità prive della possibilità di
connettersi ad Internet, ormai indispensabile per permettere ai
cittadini e alle imprese di fruire di una gamma estremamente vasta
di servizi, sia di carattere commerciale che a rilevanza sociale,
tra cui, in particolare, molti servizi forniti dalla pubblica
amministrazione”.

Secondo la Lega gli 800 milioni non bastano a garantire un futuro
broadband all’Italia. “Tutti i principali Paesi europei si sono
dotati di piani strategici relativi allo sviluppo delle reti di
nuova generazione. Tali piani mirano a creare le condizioni
favorevoli per lo sviluppo degli investimenti privati, favorendo la
collaborazione tra i vari operatori e tra questi e le
amministrazioni pubbliche”, si legge nella risoluzione a firma
Crosio, Caparini, Volpi, Dozzo, Luciano Dussin, Pini, Montagnoli,
Desiderati, Buonanno. “In Italia un analogo piano, seppure
delineato in modo approssimativo nelle linee fondamentali, non è
ancora stato definito”.
La Lega invita pertanto il Governo “a predisporre un piano
infrastrutturale che risponda alle esigenze individuate nel
presente atto di indirizzo, in modo da impiegare le risorse già
stanziate nella progressiva realizzazione, nel periodo 2009-2013,
di un programma di interventi che permetterebbero immediate
ricadute positive già nel primo anno di attività”

“Il voto unanime dovrebbe convincere il Governo ad intervenire
subito, anche per sgombrare il campo dai legittimi dubbi legati a
riunioni fra membri dell’esecutivo e i vertici Mediaset sugli
sviluppi legati alla banda larga e al futuro di Telecom Italia”,
commenta Michele Meta capogruppo Pd in commissione Trasporti.
Da parte sua il senatore Luigi Vimercati sottolinea che
“l’approvazione della mozione rappresenta un chiaro messaggio
politico: c’è bisogno che il Cipe sblocchi i fondi congelati”.

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