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La Corte di Giustizia Ue: sì al tetto ai prezzi di roaming

L’odierna sentenza rigetta il ricorso presentato da Vodafone, T-Mobile. Telefonica O2 e Orange. Appoggiata la linea della Commissione che punta al roaming zero entro il 2015

08 Giu 2010

Sì ai limiti ai prezzi per il roaming. La Corte di Giustizia Ue ha
rigettato il ricorso presentato da Vodafone, Telefonica 02,
T-Mobile e Orange nel 2007 a seguito della decisione
dell'allora commissario all'Information Society Viviane
Reding di imporre un limite ai prezzi di roaming internazionale per
la telefonia mobile. L'odierna sentenza dà quindi ragione alla
Commissione Ue: è legittimo il regolamento della Commissione che
impone un tetto tariffario per chiamate, sms e scambio dati sino al
30 giugno 2012.

"Il livello dei prezzi al dettaglio dei servizi di roaming
internazionale, all'epoca dell'adozione del regolamento era
elevato e il rapporto tra costi e prezzi non era quello che avrebbe
dovuto sussistere in mercati pienamente competitivi", recita
la sentenza. Il livello del prezzo medio di una chiamata in roaming
nell'Ue all'epoca dell'adozione del regolamento
ammontava infatti a 1,15 euro al minuto, cinque volte il costo
reale della fornitura del servizio all'ingrosso. "La
Commissione ha agito nell'ambito delle sue competenze,
nell'interesse dei consumatori e nel pieno rispetto del
principio di sussidiarietà".

La sentenza rappresenta un tassello importante per il roll out
dell'Agenda digitale svelata nei giorni scorsi dal nuovo
commissario Neelie Kroes. Fra le misure annunciate quella che
riguarda l'allineamento totale dei costi delle chiamate
nazionali ed internazionali entro il 2015, il cosiddetto roaming
zero che fa capo ad un più ampio progetto strategico che mira alla
realizzazione di un mercato unico delle Tlc.