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La doppia vita del wi-fi (anche con l’Lte)

Informa Telecoms & Media: le telco europee continueranno a investire in wireless anche con il 4G per supportare il decongestionamento delle reti mobili. Ma si fanno largo anche nuovi business model che sfruttano le prerogative degli hotspot

30 Set 2011

Il successo mondiale della telefonia cellulare ha generato l’idea
diffusa nella comunità mobile che ogni altra tecnologia wireless
fosse in qualche modo inferiore. Il wi-fi è stato a lungo
considerato poco rilevante, adatto solo a reti domestiche poco
sofisticate. Oggi il quadro sta cambiando: molti operatori e
produttori di attrezzature si affrettano a investire nel wi-fi e a
sviluppare e realizzare hotspot riconoscendone il valore di
tecnologia per l’offload dei dati e la sua capacità di creare
nuovi modelli di business.

Secondo Thomas Wehmeier, analista di Informa Telecoms & Media,
l’offload del traffico dati dalle reti 3G è stato il centro
delle preoccupazioni degli operatori negli ultimi sei-dodici mesi,
“e qualunque direttore di rete che si rispetti dovrebbe includere
il wi-fi in una strategia di rete integrata”.

"Gli operatori si chiedono come possono in modo efficiente e
profittevole gestire il flusso di dati sul loro network”,
continua Wehmeier. "Avendo incontrato molti operatori possiamo
affermare che l’attuale entusiasmo per il wi-fi non sarà
attenuato dal passaggio all’Lte. Anche quando gli operatori
implementeranno l’Lte, non trascureranno gli investimenti nel
wi-fi, perché sono entrambi strumenti necessari per affrontare
l’esplosiva crescita del traffico dati”.

France Telecom Orange sta già studiando la possibilità di usare
il wi-fi per alleggerire la pressione sulle reti 3G, come ha fatto
sapere Bertrand Waels, capo degli skill Center Uma, Wimax, Access
Points & Cdma del gruppo francese: "Sicuramente forniremo
copertura wi-fi per supportare la rete cellulare nelle aree più
congestionate”, ha detto. “Se possiamo individuare i giusti
siti per installare gli hotspot wi-fi, allora questa tecnologia è
la migliore per alleviare la pressione sulle reti”. Waels ammette
però che il nodo critico è trovare la miglior sede possibile per
il punto d’accesso wi-fi, “altrimenti il servizio è inutile o
offre un’esperienza utente molto insoddisfacente”.

Hans Beijner, capo del product marketing management di Ericsson,
conferma che la qualità del servizio offerta dal wi-fi è
strettamente dipendente da come è realizzato e da quali tecniche
di backhaul usa. Ciononostante, Ericsson crede in un roseo futuro
per il wi-fi, così come il carrier britannico O2 Uk. Ma per motivi
diversi.

Gavin Franks, managing director della divisione wi-fi di O2, spiega
l’offerta "innovativa" che il carrier propone: “Il
wi-fi deve essere gratis per l’utente finale”, sottolinea, “e
portare un valore aggiunto all’edificio o sito in cui è
disponibile”. Il modello di business di O2 si basa sull’offerta
per gli utenti di smartphone (anche di reti rivali) di
un'esperienza unica quando entrano in un sito dotato del wi-fi
di O2. Ciò include una pagina di accoglienza personalizzata dove
il proprietario del locale può pubblicare contenuti rilevanti. O2
inoltre fornisce al proprietario del sito informazioni sul traffico
dati, la percentuale di visitatori che usano iPhone, iPad o
cellulari Android e quali siti Internet navigano quando si trovano
nell’hotspot.

"Così si usano i dati wi-fi per generare valore per il
proprietario del sito che ospita l'hotspot”, spiega Franks.
"Si possono creare campagne pubblicitarie mirate basate su
servizi di geolocalizzazione, così il proprietario del locale
dialoga direttamente con l’utente”. E in futuro O2 pensa di
integrare nell’offerta anche l’utilizzo dei pagamenti mobili:
Franks annuncia che il servizio O2 wi-fi permetterà ai proprietari
del sito che ospita l’hotspot, a negozi e marchi di fare
pubblicità mirate in base ai profili degli utenti, che potranno
quindi effettuare direttamente gli acquisti tramite il cellulare
(col servizio di m-wallet di O2).

Oggi O2 ha solo 500 punti di accesso wi-fi, ma presto li porterà a
oltre 15.000. Ma l’operatore britannico resta legato al suo
business model e non pensa di usare il wi-fi per il data offload:
“Non stiamo installando gli hotspot wi-fi come alternativa alla
nostra rete 3G e non vogliamo seguire il modello del wi-fi come
strumento di offloading del traffico”, sottolinea Franks.

Si tratta di un approccio diverso da quello di molti altri
rappresentanti dell’industria mobile. Kelly Davis-Felner,
marketing director della Wi-Fi Alliance, sostiene che gli operatori
sono interessati solo a usare il wi-fi per il data offload, un
punto di vista condiviso da Luis Serrano, senior vice president di
Boingo Wireless, provider di servizi wi-fi wholesale e retail.

Lunga vita al wi-fi, dunque? Questo rinnovato entusiasmo, notano
gli analisti, non deve ingannare: il wi-fi ha ancora un posto di
piccolo rilievo sul mercato cellulare e Waels di Orange non
nasconde che occorrono miglioramenti prima che questa tecnologia
entri a pieno diritto nel mondo del mobile. "Il primo problema
è che il wi-fi non ha un modo universale per rendere il controllo
dell’accesso più facile per l’utente”, sostiene Waels.
"Se il wi-fi si diffonde ci sarà bisogno anche che
l’industria trovi un modo per mitigare il problema
dell’interferenza; infine, abbiamo bisogno di integrare questa
tecnologia nell’infrastruttura cellulare esistente per assicurare
la qualità del servizio”.