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La Fcc bacchetta i provider: troppi americani senza broadband

Report della commissione: 14-24 milioni di cittadini Usa non ha accesso a Internet veloce. La replica delle aziende: “Raggiunti dalla banda larga 290 milioni di utenti”

22 Lug 2010

La Federal communications commission degli Stati Uniti ha
pubblicato il suo studio annuale sulla disponibilità della banda
larga nel Paese e per la prima volta si dimostra critica verso gli
operatori: secondo la Fcc, non stanno facendo abbastanza per
raggiungere la totalità della popolazione. Il report indica che
14-24 milioni di americani non hanno accesso a Internet veloce e
“ci sono magre prospettive che vengano raggiunti
nell’immediato”.

La commissione conclude che, a questo ritmo, l’obiettivo della
banda larga universale non potrà essere raggiunto nei tempi
previsti. Nel nuovo report la Fcc ha anche aggiornato la sua
definizione di banda larga, che era stata fissata dieci anni fa a
200 Kbps, mentre ora corrisponde a 4 Mbps in download e 1 Mbps in
upload.

Lo studio sullo stato di avanzamento dell’implementazione della
banda larga negli Usa, richiesto dal Congresso, porterà
probabilmente il governo a spingere con ancora maggior decisione
sul piano nazionale per il broadband. In particolare, potrebbero
essere rivisti gli obiettivi del programma di sussidi alla
telefonia, lo Universal service fund, in modo da includere fondi al
broadband tramite alleanze pubblico-private, rendere disponibile
nuovo spettro per la banda larga mobile e ridurre le barriere alla
realizzazione delle infrastrutture.

Il problema è che i carrier sono restii a implementare la
tecnologia in aree rurali dove gli investimenti sono molto costosi.
Tuttavia, l’associazione di provider USTelecom non concorda con
la visione della Fcc e ribatte che gli Stati Uniti stanno vivendo
una vera esplosione della banda larga. “Condividiamo la
preoccupazione per i milioni di americani ancora non raggiunti da
Internet veloce, ma non è corretto dire che i provider non stiano
procedendo con le loro iniziative”, afferma il presidente di
USTelecom Walter McCormick.

Da parte sua Verizon si è detta favorevole alla riforma dello
Universal service fund per garantire accesso al 5% di case
americane non servite, ma non pensa che la Fcc possa servirsi del
suo report per rinnegare “le politiche di investimento bipartisan
che sono riuscite a portare il broadband a 290 milioni di
americani".