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La fronda anti-Sarkò fa slittare la riforma delle Tlc

06 Mag 2009

Non è passato al voto dell'Europarlamento il pacchetto
telecom. A farlo ritornate al processo di negoziato, un emendamento
accolto dal Consiglio in seconda lettura, presentato da Verdi,
sinistra, liberaldemocratici e euroscettici.

L'emendamento, passato con 407 voti a favore, 57 contrari e 171
astensioni, prevede che la cessazione del collegamento a Internet
possa avvenire solo dopo una decisione da parte del Tribunale in
questo senso.
«Quando anche una sola parte viene modificata allora tutto il
pacchetto deve ritornare alla conciliazione. Questa è la
conseguenza di questo voto» ha detto la relatrice, socialista
francese Catherine Trautmann.

Il Parlamento eruopeo, ha così chiuso le porte alla legge Sarkozy
che voleva la disconnessione di Internet ai "pirati" da
parte dei soli provider. Questa modifica, non inclusa
nell'accordo con il Consiglio, rimette in discussione
l'intera approvazione delle riforme sulle Tlc, contro tutti i
pronostici che davano per certo oggi il voto del pacchetto voluto
dal Commissario europeo per le Comunicazioni Viviane Reding.

I liberali si sono smarcati all'utlimo minuto e si sono uniti
ai Verdi, così Strasburgo non ha ceduto alle pressioni della
Francia e degli Usa.

Quella di oggi era l'ultima seduta plenaria prima delle
elezioni del 7 giugno. Ora si aprirà un periodo di conciliazione e
i governi dovranno negoziare con il Parlamento erupeo, così che la
nuova normativa sulle riforme delle Tlc non vedrà la luce in
questa legislatura.

Il pacchetto comprende una direttiva sul quadro normativo per le
comunicazioni elettroniche che tratta dello spettro radio, della
nuova autorità delle telecomunicazioni, della separazione
funzionale della rete e delle norme per le reti di nuova
generazione. Un'altra direttiva riguarda la trasparenza e la
pubblicazione delle informazioni destinate agli utenti, la migliore
accessibilità per gli utenti disabili, i servizi di emergenza e
accesso al numero 112 nonché la connettività di base e la
qualità dei servizi. Tratta inoltre della tutela della privacy,
toccando aspetti quali l'informazione da fornire agli utenti
sull'eventuale compromissione dei loro dati personali in
seguito a una violazione della sicurezza della rete e il
rafforzamento dei poteri di attuazione e controllo delle autorità
competenti, in particolare nella lotta allo spam, e il
miglioramento della cooperazione e del controllo
trasfrontalieri.

Vi è poi un regolamento volto all'istituzione di un nuovo
organismo comunitario (Berec) incaricato di migliorare il
funzionamento del mercato interno delle reti e dei servizi di
comunicazioni elettroniche, in particolare per quanto riguarda lo
sviluppo delle comunicazioni elettroniche comunitarie.