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La Kroes a Roma: l’Agenda digitale in Parlamento

Domani il Commissario Ue incontrerà i ministri Tremonti, Romani e Brunetta e sarà alle Camere per fare il punto sugli obiettivi del “Piano” che mira alla realizzazione di un mercato europeo unico delle Tlc. Appuntamento anche con Calabrò e Pizzetti

09 Nov 2010

Roma: il vicepresidente della Commissione Ue e commissario per
l'Agenda digitale, Neelie Kroes, incontra domani i ministri
dell'Economia Giulio Tremonti, della PA e Innovazione Renato
Brunetta e dello Sviluppo Economico Paolo Romani e presenta
l'Agenda digitale europea alle Camere.

La commissaria Kroes sarà audita dalle Commissioni congiunte 8a e
14a Senato e IX e XIV Camera sulle prospettive delle tecnologie
dell’informazione e delle comunicazioni e sulle priorità
contenute nella Comunicazione della Commissione sull'Agenda
europea del digitale, presentata nell'ambito della Strategia
Europa 2020 dell'Unione europea. Questi temi saranno anche al
centro degli incontri con il Presidente dell'Autorità Garante
per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti e il
Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Corrado Calabrò.

Cinque anni per creare “un’economia digitale virtuosa e in
grado di auto-replicarsi”. E’ questo l’obiettivo
dell’Agenda Digitale. Un piano strategico – in tutto 39 pagine –
che si concentra sugli investimenti per le infrastrutture
dell’Internet ultraveloce e spinge sul mercato unico europeo per
film e musica online. “Dobbiamo porre gli interessi dei cittadini
e delle aziende europee al centro della rivoluzione digitale – dice
la Kroes – in modo da sfruttare appieno il potenziale dell’Ict
per la creazione di nuovi posti di lavoro, la sostenibilità e
l'inclusione sociale”.

Sette le aree d'azione: creazione di un mercato unico del
digitale, interoperabilità estesa, Internet sicuro, accesso alla
Rete molto più veloce, investimenti più consistenti in Ricerca e
Sviluppo, aumento dell'alfabetizzazione e dell'inclusione
digitale, utilizzo dell’Ict per sostenere le sfide del
cambiamento climatico e dell'invecchiamento demografico.

In particolare si punta al broadband ultraveloce entro il 2020 (il
50% delle case dovrà avere accesso al Web a oltre 100 Mbps),
all’e-commerce (50% della popolazione dovrà comprare online
entro il 2015), al commercio transnazionale (il 20% della
popolazione comprerà oltre confine entro il 2015), a singoli
mercati per servizi Telecom (le differenze fra roaming e tariffe
nazionali si avvicinerà allo “zero” entro li 2015),
all’incremento di R&D Ict (raddoppio di investimenti fino al
raggiungimento di quota 11 miliardi).

L'Agenda digitale prevede 100 interventi di follow-up; di
questi, 31 dovrebbero essere di carattere legislativo.
“Misureremo passo per passo i progressi raggiunti nei vari
ambiti” scrive la Commissione. “Vari commissari europei
lavoreranno in sinergia con le istituzioni dell'Unione europea
e con le parti interessate per trasformare l'Agenda del
digitale in realizzazioni concrete”.

Ecco le tappe prefissate per poter arrivare, per esempio, entro il
2013 alla copertura broadband per tutti i cittadini e, entro il
2020, alla copertura del bradband veloce (30 Mb) con almeno metà
del numero delle abitazioni abbonate all’accesso al broadband a
100 Mb.
1) Entro il 2015, il 50% della popolazione europea dovrà poter
fare shopping online. Il 20% deve poter utilizzare anche servizi
online transnazionali.
2) Entro il 2015 uso regolare di Internet esteso dal 60 al 75%
della popolazione e, nel caso di aree a digital divide, dal 41 al
60%.
3) Entro il 2015 riduzione del 50% della popolazione che non ha mai
usato Internet (dal 30 al 15%).
4) Entro il 2015, metà della popolazione europea dovrà poter
utilizzare servizi pubblici online. Oltre la metà di questi
dovranno ricevere risposta via Internet.
5) Entro il 2020, gli Stati membri dovranno aver raddoppiato gli
investimenti in ricerca e sviluppo Ict per un complesso di 11
miliardi.

Per quanto riguarda l’obiettivo mercato unico, la Commissione
nota che i mercati dell'Ue sono ancora segmentati da barriere
che impediscono l'accesso a servizi di Tlc e digitali e a
contenuti offerti su scala europea. Il numero di brani musicali
scaricati attualmente negli Usa è quattro volte superiore rispetto
all'Ue, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una
mancanza di offerta legittima. La Commissione intende aprire
l'accesso a contenuti legittimi in rete semplificando i
meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d'autore,
rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti.

Altre azioni comprendono l'agevolazione dei pagamenti e della
fatturazione elettronica nonché la semplificazione della
risoluzione delle controversie in rete.

I cittadini europei, dice la Commissione, non faranno ricorso a
tecnologie delle quali non si fidano. Una risposta europea meglio
coordinata e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati
personali costituiscono dunque "parte della soluzione a questo
problema – si legge nel documento -. Potenzialmente, le azioni
potrebbero anche obbligare i gestori di siti web a comunicare agli
utenti eventuali violazioni della sicurezza che coinvolgono i loro
dati personali".

Oggi, solo l'1% dei cittadini Ue ha accesso a reti ad alta
velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei
sudcoreani (cfr. tabella allegata). "L'internet
superveloce è un requisito essenziale per una crescita economica
forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità,
ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai
contenuti e ai servizi che desiderano – si legge -. La Commissione
esplorerà, tra le altre cose, anche vari modi per attrarre
finanziamenti destinati allo sviluppo delle reti a banda larga
attraverso meccanismi di rafforzamento del credito e fornirà
orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a
fibra ottica".

L'Europa deve investire di più nel settore R&S, dice la
Commissione, e deve facilitare il concretizzarsi sul mercato delle
migliori idee prodotte in Europa. L'Agenda mira, tra
l'altro, a incrementare gli investimenti privati con fondi
regionali europei e ad aumentare i finanziamenti Ue destinati alla
ricerca così che l'Europa possa tenere il passo con i
concorrenti e addirittura superarli. Gli investimenti Ue nella
ricerca Ict rappresentano meno della metà di quelli Usa (37
miliardi di euro contro 88 miliardi, nel 2007).

Oltre la metà dei cittadini europei (250 milioni) si collega ogni
giorno a internet, ma un altro 30%, dice la Commissione, non lo ha
mai fatto, ma "tutti, vecchi e giovani e a prescindere
dall'estrazione sociale – dice Bruxelles -, hanno diritto ad
accedere alla conoscenza e alle competenze necessarie a far parte
dell'era digitale, dato che ormai, e sempre in maggior misura,
il commercio, i servizi pubblici, quelli sociali e sanitari,
l'istruzione e la vita politica sono reperibili in
rete".

“Dobbiamo investire nell'uso intelligente della tecnologia e
nello sfruttamento delle informazioni per trovare soluzioni che
riducano il consumo energetico – scrive la Commissione -,
sostengano una popolazione che invecchia, consentano ai pazienti di
avere un ruolo più incisivo e migliorino l'accesso alla rete
delle persone con disabilità. Uno degli obiettivi potrebbe essere
di consentire ai pazienti la consultazione delle cartelle cliniche,
ovunque si trovino in Europa, entro il 2015. L'Agenda
contribuirà allo sviluppo di Ict per il risparmio energetico,
quali tecnologie d'illuminazione allo stato solido (Solid State
Lighting, SSL) che utilizzano il 70% in meno di energia rispetto a
quelle tradizionali”.