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IL CDM

Golden power su Retelit. L’azienda: “Nessun impatto su costi e piano industriale”

Il Consiglio dei ministri ha deciso di esercitare i poteri speciali. Nel mirino la modifica della governance a seguito dell’assemblea del 27 aprile. “Imposizione di prescrizioni e condizioni per salvaguardare le attività strategiche della società”.

07 Giu 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

La governance di Retelit finisce nel mirino del nuovo governo. E il consiglio dei ministri ha deliberato l’esercizio del golden powermediante l’imposizione di prescrizioni e condizioni volte a salvaguardare le attività strategiche della società nel settore delle comunicazioni”.

Stringata la nota del Cdm dove però si fa riferimento specifico alla modifica della governance della società Reti Telematiche Italiane s.p.a – alias Retelit – derivante dall’assemblea degli azionisti del 27 aprile 2018 durante la quale i tre investitori Bousreval, Axion e Svm (Shareholder Value Management AG) avevano presentato una lista di maggioranza per il rinnovo del Cda contrapposta a quella di minoranza presentata da Fiber 4.0, la società che fa capo al finanziere Raffaele Mincione, azionista di minoranza di Retelit con l’8,975%.

La decisione del Cdm rischia però il primo effetto boomerang sul nuovo governo o quantomeno di suscitare qualche “imbarazzo”. Secondo indiscrezioni di stampa risalenti all’epoca dei fatti, sarebbe stato il neo premier Giuseppe Conte – consultato allora in qualità di avvocato  – ad aver dato a Fiber 4.0 un parere in merito all’obbligo di comunicazione, da parte degli investitori Bousreval, Axion e Svm (Shareholder Value Management AG), di notificare il patto parasociale – poi sciolto il 4 maggio – siglato tra i tre investitori (di cui due, Bousreval e Axxiom, sono esteri) sul 24,36%.

A seguito della decisione del Cdm Retelit in una nota rende noto che “le condizioni e prescrizioni  riguardano attività che vengono già regolarmente svolte dalla Società nello svolgimento della propria attività ordinaria, la quale è altresì titolare di certificazioni nazionali ed internazionali. Conseguentemente, la Società ritiene che l’applicazione delle predette misure non comporterà costi e investimenti aggiuntivi né restrizioni di carattere operativo e/o commerciale rispetto a quanto considerato nel Piano Industriale”.

Il cdm ha deciso inoltre di esercitare i poteri speciali anche per Next Ingegneria dei sistemi “con l’imposizione di condizioni e prescrizioni, in relazione all’operazione di acquisizione delle azioni costituenti l’intero capitale sociale della Next Ingegneria dei Sistemi s.p.a. da parte della società Defence Tech Holding s.r.l” con l’obiettivo di “tutelare gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale”. Fondata nel 1999 Next Ingegneria dei Sistemi è una impresa italiana che vanta fra i suoi clienti, oltre al Ministero degli Esteri , aziende del calibro di Finmeccanica, Telespazio, Ansaldo Breda, Selex Es e l’Esa, per citarne alcuni. Nel settore della Difesa, in particolare, l’azienda sviluppa e integra sistemi Ict in ambito navale, missilistico, avionico, terrestre e dei sensori inclusi i sistemi di comando e controllo ai sistemi di sorveglianza.

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