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La sindrome del Titanic sul Symbian di Nokia

Secondo Funambol il sistema appoggiato dall’azienda finlandese è troppo pesante, ma quello di Apple iPhone troppo chiuso. Il futuro è dell’open source

17 Giu 2010

Trasformare Symbian in un sistema open source? E’ il mercato a
spingere in questa direzione, ma per Nokia il compito può
rivelarsi più impegnativo del previsto, secondo l’analisi di
Funambol. "Symbian è un’ottima piattaforma, ma è enorme,
pesante. E’ il Titanic dei sistemi operativi mobili. Speriamo non
faccia la stessa fine…”, afferma Hal Steger, vice president del
marketing di Funambol, che fornisce una piattaforma open source per
la sincronizzazione dei dati su apparecchi mobili.

Steger, intervistato dal sito Internet Total Telecom, spiega come
in alcuni casi può essere arduo per le aziende migrare verso un
modello open source: "Alcuni programmatori sono come gli
artisti: sono abituati a lavorare in un certo modo. Se scrivono
codice proprietario, è difficile convincerli di punto in bianco a
rendere il loro codice disponibile a tutti”.

"Al momento è Android a trovarsi sulla cresta dell’onda”,
continua Steger. Il manager di Funambol, che ha rilasciato i suoi
commenti all’indomani dell’annuncio di Nokia di performance
inferiori al previsto per il secondo quarter, fa notare che invece
le vendite dei device che girano sul sistema operativo open source
di Google vanno a gonfie vele e nel primo trimestre hanno superato
per la prima volta le vendite di iPhone.

In più, la gamma di apparecchi che si basano su Android continua a
crescere e i nuovi modelli, come quelli di Htc o Motorola, sono
stati accolti molto bene dai consumatori di Usa e Europa. "I
produttori di cellulari sono innanzitutto aziende di hardware e
alcune tendono a mettere i programmatori software in secondo piano,
ma Google non può commettere questo errore, perché non è mai
stata un’azienda hardware", afferma Steger.

Ma i produttori di device saranno sempre più attratti dal codice
libero, che è adattabile, piuttosto che pagare per un software
proprietario e poi anche per programmatori software esterni che
devono personalizzarlo. Perciò nemmeno il sistema chiuso
dell’iPhone, che pure ha funzionato finora, potrà diventare il
player dominante del mercato smartphone, sostiene Steger. “Steve
Jobs vuole controllare troppo la user experience”, afferma
Funambol. “Finora è andata bene per Apple, ma Android prenderà
il sopravvento”.