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La “terza via” della Fcc piace agli Isp alternativi

Per i provider più piccoli la commissione va nella giusta direzione: impedire comportamenti anti-competitivi sul mercato della banda larga

16 Giu 2010

La “terza via” di Genachowski non piace ai grandi Internet
service provider americani, ma sicuramente incontra il favore degli
operatori alternativi. Che ora si fanno avanti per dare il loro
appoggio ufficiale alla visione della Fcc, che vorrebbe almeno in
parte classificare gli Isp all’interno del cosiddetto Title II,
la normativa che regola tutti gli operatori di rete, dalle aziende
telefoniche a quelle elettriche alle autostrade.

Se i big del settore protestano contro quella che vedono come
un’ingerenza ingiustificata della Fcc e la volontà di imporre
obblighi e paletti, gli Isp alternativi hanno fatto sapere che un
“leggero intervento regolatorio nella direzione del Title
II" aiuterebbe a fermare il comportamento anti-competitivo che
potrebbe danneggiare i consumatori sul mercato della banda
larga.

La dichiarazione è stata firmata dalle aziende TW Telecom, Paetec,
New Edge Networks, Cbeyond, XO COmmunications, Integra Telecom,
Broadview Networks, Covad Communications, Pac-West Telecomm,
Cavalier Telephone e Yourtel America.