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La “vendetta” di Luciani passa per Londra

Il manager candidato a “ceo dell’anno” ai World Communication Awards. Dopo la gaffe su Waterloo finita su YouTube, la riscossa grazie alle prestazioni brillanti in Tim Brasil

15 Nov 2010

Per Luca Luciani potrebbe essere il timbro definitivo
dell’avvenuto riscatto. Per chi non lo ricordi, si tratta del
manager “esiliato” da Telecom Italia in Brasile dopo che su
YouTube comparve (eravamo nel 2008) un video malandrino in cui,
mentre arringava la forza vendite, Luciani si lasciò scappare un
lapsus micidiale confondendo la battaglia di Austerlitz, uno dei
maggiori successi di Napoleone Bonaparte, con quella di Waterloo. E
fu disfatta anche per lui.

Da brillante responsabile del mercato mobile di Telecom Italia,
Luciani si ritrovò qualche mese dopo trasferito fuori Italia,
mandato a dirigere le attività mobili di Telecom in Brasile.
Promoveatur ut amoveatur, si disse. Anche se la promozione a molti
era sembrata piuttosto come una specie di trappola visto che allora
la gestione di Tim Brasil era in caduta libera, praticamente allo
sbando con perdita di clienti, quote di mercato, fatturato,
redditività. Non sembrava affatto scontato che fosse possibile
invertire la tendenza. Invece, in neanche due anni Luciani è
riuscito a rilanciare il business brasiliano al punto che Tim
Brasil è oggi la società che assicura i margini migliori
contribuendo in maniera significativa all’equilibrio dei conti
dell’intero gruppo Telecom Italia: ricavi in crescita del 6%,
ebitda migliorata del 20%, 50 milioni di clienti con una quota del
24% sul mercato mobile è il bilancio dei primi nove mesi.

Per Luciani la vittoria in Brasile rappresenta una specie di
rovesciamento delle tempistiche della storia: per lui prima c’è
stata Waterloo, dopo è arrivata Austerlitz. Con riconoscimenti
formali che potrebbero venire dall’estero prima ancora che
dall’Italia. Il 24 novembre verranno consegnati a Londra i World
Communication Awards, il premio Oscar delle comunicazioni. Vi sono
17 categorie e un solo italiano in gara: proprio Luciani, candidato
all’investitura di “ceo dell’anno” per il rilancio di Tim
Brasil. Non è detto che ce la faccia a conquistare la
“statuetta”, ma già la semplice nomination ha il sapore di un
riscatto. La vendetta, si sa, si assapora fredda.