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Letta: “In ritardo gli investimenti sulla banda larga ma recupereremo”

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ammette i ritardi del governo ma sottolinea la volontà di recuperare il tempo perduto. Il presidente dell’Agcom Calabrò: “Serve un progetto industriale con il contributo di tutti”. Il ministro Brunetta: “Il futuro sarà accedere ai servizi della PA direttamente da casa”

27 Ott 2009

"Gli investimenti nella larga banda sono in ritardo. Tuttavia
c’è la volontà di recuperare il tempo perduto”. Lo ha detto
oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta
in occasione del convegno “La città nuova. L’evoluzione
tecnologica per la società del futuro” organizzato a Roma da
Ericsson.

Da parte sua il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò ha
ricordato che a differenza che negli Stati Uniti ed in altri Paesi
europei come la Finlandia per quanto riguarda i piani di
digitalizzazione “siamo ancora soltanto alle dichiarazioni di
buone intenzioni. “Sarebbe tempo di passare ad un progetto
industriale col contributo di tutti”. Secondo il presidente di
Agcom, “in una situazione critica come quella attuale una
decisione solo improntata al risparmio rischia di avere costi ben
superiori in futuro”.
“Ci proponiamo come il pivot del processo transizione alla rete
di nuova generazione: siamo pronti a pilotare questo percorso con
una regolazione pro-concorrenziale capace di garantire il ritorno
degli investimenti”, ha aggiunto calabrò. 

“La banda larga si realizza sul territorio piuttosto che su
grandi piani nazionali che poi non hanno i fondi per essere
realizzati”, ha sottolineato il ministro per la Pubblica
Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta intervenuto in
videoconferenza. Secondo Brunetta "la pubblica amministrazione
deve utilizzare fino in fondo le tecnologie della comunicazione: il
futuro sarà accedere ai servizi da casa o dai posti di lavoro: è
questa la rivoluzione che sto cercando di realizzare”.

"L’Ict è entrato a far parte del nostro vivere e lavorare
quotidiano – ha sottolineato l'Ad di Ericsson Italia Cesare
Avenia – ma quello di cui forse troppo spesso si tralascia di
discutere è dei benefici che una adeguata infrastutturazione del
Paese può portare a tutti i suoi cittadini e a tutte le
imprese".