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Letta: “Soldi alla banda larga quando usciremo dalla crisi”

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio assicura che la banda larga è fra le priorità del dopo-crisi. E intanto il vice ministro Paolo Romani ipotizza un modello regionale di sviluppo come per il digitale terrestre: “Già siglati sei protocolli con le Regioni”

04 Nov 2009

Torna sugli 800 milioni bloccati al Cipe il sottosegretarioalla
Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. In occasione della
conferenza stampa dedicata alle Giornate di studio marconiane,
organizzate per celebrare il centenario della consegna del Nobel
per la fisica, Letta ha ricordato che "c'è una postazione
di bilancio con stanziamento relativo. Purtroppo la crisi ha
obbligato a riconsiderare le cose, per dare priorità agli
ammortizzatori sociali e altri interventi necessari, anche a costo
di postporre programmi che in condizioni normali avrebbero avuto
priorità. I soldi non li abbiamo dirottati. Quando le cose
miglioreranno, ossia quando saremo usciti dalla crisi, si potrà
riprendere l'ordine delle priorità. E la banda larga è una
priorità".

Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo economico con delega
alle Comunicazioni, ha invece sottolineato che potrebbe prendere
piede il modello Dtt – ossia una roadmap regionale – per lo
sviluppo della banda larga in Italia. "Per la banda larga ci
piacerebbe utilizzare un metodo analogo. Non so se sarà possibile,
perché la banda larga è più difficile da regionalizzare, ma
sicuramente faremo protocolli regionali: già sei regioni hanno
firmato con il Ministero e presto sarà firmato un settimo
accordo".