Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Loghi e suonerie in crisi. Nelle Apps il futuro mobile

Politecnico di Milano: crolla del 20% la vendita dei contenuti tradizionali. Nuovi modelli di business negli store online: ma i ricavi sono ancora troppo bassi

07 Giu 2010

Scendono i ricavi da servizi di Tlc mobile e cresce l’utilizzo
del mobile internet. E’ la fotografia scattata dall’ultima
indagine del dall'Osservatorio Mobile Content & Internet della
School of Management del Politecnico di Milano.
“Nel 2009 i ricavi degli operatori di telefonia derivanti dai
servizi di telecomunicazione mobile sono diminuiti del 3%, passando
in termini assoluti da 21.759 a 21.135 milioni di euro, per effetto
di dinamiche di segno contrastante – spiega il report -.
Aumentano i servizi di connettività mobile a banda larga relativi
sia ai telefonini: il cosiddetto Mobile Internet, cresce del 17% e
le Internet Key e Connect Card per notebook e netbook, aumentano
del 26%”. A diminuire i servizi più tradizionali come voce (-4%)
e messaggistica sms/mms (-2%), ma anche i servizi più innovativi
– e più lontani dal Dna delle telco – come la vendita di
Mobile Content e la raccolta pubblicitaria (Mobile
Advertising).

“Questi numeri evidenziano chiaramente la strada maestra su cui
gli operatori di telefonia mobile stanno puntando: se fino a ieri
sembravano voler presidiare direttamente anche l’offerta di
contenuti e la gestione della pubblicità sul canale Mobile, oggi
preferiscono puntare a generare ricavi dalla Mobile broadband, ed
in particolare dalla sua componente più innovativa rappresentata
dal Mobile Internet – spiega Filippo Renga, responsabile Ricerca
Mobile Content & Internet della School of Management del
Politecnico di Milano -. Si è, infatti, oramai innescato nel
mercato del Mobile Internet un circolo virtuoso spinto da diversi
fattori: l’introduzione da parte di tutti gli operatori di
interessanti piani tariffari flat (+68% di ricavi da tariffe flat
nel 2009 ndr); i notevoli investimenti in comunicazione verso il
mercato; gli accordi tra gli operatori di telefonia e i principali
brand del Web (social network, in particolare); la sempre maggiore
diffusione di smartphone con una buona capacità di navigazione”.
Tutti fattori – questi – che spingono verso il Mobile Internet un
numero crescente di utent; utenti che ogni mese i superano i 10
milioni di utenti unici al mese, inducendo a loro volta un numero
sempre maggiore di Content provider (Web Company, Media Company,
ecc.) a sviluppare un’offerta di contenuti ottimizzata per la
fruizione in mobilità.

A fronte di questo buon andamento del Mobile Internet, crolla,
invece, del 20% la vendita dei contenuti per cellulari per effetto
di fenomeni opposti: il declino di alcuni comparti di offerta più
tradizionali (come i loghi, le suonerie, i giochi java, i servizi
Sms di Infotainment), che bruciano nel 2009 oltre 160 milioni di
euro e la notevole crescita dei nuovi comparti di offerta abilitati
dal paradigma del Mobile Internet e degli Application store, che
generano tuttavia ricavi ancora estremamente contenuti in valore
assoluto.
Ma al di là dei piccoli numeri in gioco, il nuovo paradigma del
Mobile Internet e degli Application store si sta rivelando un
potente laboratorio di innovazione digitale, in cui stanno
avvenendo alcune importanti sperimentazioni di nuovi modelli di
business: il lancio delle applicazioni a pagamento, le prime forme
pay di abbonamento all’utilizzo delle applicazioni, l’uso
dell’in-app billing per fare acquistare contenuti o servizi
aggiuntivi all’interno delle applicazioni, i primi modelli di
offerta freemium su Mobile Internet (basati sui sistemi di billing
degli operatori) e la vendita di pubblicità nelle
applicazioni.

Questi nuovi modelli di business sono abilitati dalle importanti
trasformazioni in atto nel mondo degli smartphone, in cui si sono
affermate come nuovi protagonisti culturali aziende molto diverse
da quelle tradizionali: Applem che, con il lancio dell’iPhone, ha
dato inizio al nuovo paradigma del Mobile Internet e degli
Application store, e Google, che con il sistema operativo Android,
ha fatto il suo ingresso “prepotente” nel mondo Mobile.

“Siamo convinti – conclude Andrea Rangone, responsabile
Scientifico Osservatorio Mobile Content & Internet della School of
Management del Politecnico di Milano – che tutte queste innovazioni
che stanno avvenendo in ambito Mobile, sia a livello di modelli di
business che di soluzioni tecnologiche, condizioneranno
pesantemente nei prossimi anni anche il mondo dell’Internet
“tradizionale”: basti pensare che, con il lancio dell’iPad,
il modello degli Application store viene introdotto anche nel
comparto dei notebook e dei netbook, con conseguenze rivoluzionarie
nei prossimi anni. Guardano con particolare attenzione a queste
innovazioni le aziende Media che, dopo aver “bruciato” nel 2009
oltre 2 miliardi di euro nei comparti tradizionali (carta stampata,
Tv analogica, ecc.), sperano ora di trovare nei nuovi canali
digitali nuove fonti di ricavo, sia dalla vendita di contenuti
premium che da nuovi formati di pubblicità.”