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Londra, l’impasse politico frena sull’Lte: “Gare solo nel 2013”

Il tema assegnazione frequenze 4G e aggiornamento delle reti non è in cima all’agenda del nuovo governo. Ovum: “La Gran Bretagna rischia di diventare meno competitiva”

11 Mag 2010

In Gran Bretagna il lancio dei nuovi servizi di telecomunicazione
basati sulle reti Lte dovrà attendere probabilmente ancora tre
anni, secondo l’analista di Ovum Matthew Howlett. E la ragione è
più politica che tecnologica: lo strumento legislativo che il
Parlamento deve passare all’Ofcom per permettere al regolatore di
realizzare le gare per l'assegnazione dello spettro degli
800MHz e dei 2.6 GHz, essenziale per l’implementazione del 4G, è
stato congelato a causa delle elezioni politiche. E non sembra una
priorità nell’agenda del nuovo governo.

La strumento legislativo in questione potrebbe richiedere dai 12 ai
18 mesi per essere trasmesso all'Ofcom, ma secondo Howlett non
c’è certezza sui tempi. "Il nostro punto di vista è che
occorrerà almeno un anno per riprendere in mano questa normativa e
discuterla in Parlamento", afferma Howlett. "Solo dopo si
potrà pensare a organizzare le gare per lo spettro. Non ce la
faremo mai a tenere l’asta per il 2011, come precedentemente
previsto, noi pensiamo che si arriverà al 2013”.

Ma se le aste non otterranno la priorità che meritano,
l’analista di Ovum sostiene che è a rischio il posizionamento
competitivo della Gran Bretagna. "Altrove in Europa il
processo sta andando avanti più speditamente”, sottolinea
Howlett. "Noi abbiamo problemi più gravi, come il deficit di
bilancio, e rischiamo di lasciare indietro la realizzazione del 4G,
che pure è cruciale”.

Ci sono altre questioni che potrebbero far tardare le gare, come il
refarming dello spettro (l’assegnazione delle fequenze del 2G a
servizi 3G), o le dispute tra operatori sulle assegnazioni delle
porzioni di spettro. “E’ una situazione confusa che andrebbe
affrontata subito”, sostiene Howlett, anche con l’istituzione
di un arbitro indipendente. "Il traffico dati sta esplodendo:
abbiamo bisogno di aggiornare le reti”, conclude l’analista.