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Made in Italy, auto in “peer-to-peer” per evitare gli incidenti

E’ a firma di un team di ricercatori dell’Università di Bologna la piattaforma che permette di segnalare in automatico situazioni di pericolo fino a un raggio di 1 km. I test sul campo partiranno a giorni a Los Angeles

11 Lug 2011

E' in grado di rilevare gli incidenti stradali allertando gli
automobilisti che si stanno approssimando all'area la nuova app
messa a punto da un team di ricercatori dell'Università di
Bologna.

Già effettuate le simulazioni virtuali, e secondo stime l'uso
della soluzione permetterebbe di abbattere fino a 40% la quantità
di veicoli coinvolti negli incidenti e in particolare nei
tamponamenti a catena. I test sul campo inizieranno a giorni, ma
non in Italia: protagonisti della sperimentazione alcuni viali e
highways di Los Angeles, nei pressi del campus della University of
California. Qui, insieme agli ingegneri della Toyota, lavorano
infatti altri scienziati italiani che si occupano dell'hardware
del sistema. "Il sistema consente di mettere in comunicazione
le vetture in modalità peer to peer", spiega Marco Roccetti
docente presso l'ateneo di Bologna. In sostanza l'auto
protagonista dell'incidente invia in automatico un segnale di
allarme a tutte le auto che si trovano nel raggio d'azione
coperto dal segnale, che varia fra i 300 ed i 1000 metri: A catena
queste allertano i veicoli che seguono. E ciò consente dunque di
ridurre i pericoli poiché i guidatori allertati riducono la
velocità e si preparano per tempo all'evento.

"Le tecnologie che usiamo sono gia' mature e
disponibili" dice Alessandro Amoroso, uno degli autori della
ricerca. "Potrebbero essere integrate direttamente nel
cruscotto delle macchine o, ad esempio, nel navigatore satellitare.
Se i test su strada fileranno lisci, decidere se e quando metterle
sul mercato, sarà una questione unicamente commerciale".