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Manovra, sì alla banda larga. Ma niente costi extra

Il provvedimento presentato al Senato stabilisce che alle reti possono essere destinate risorse pubbliche dei Fondi strutturali europei 2007-2013 e quelle derivanti dalla riprogrammazione della spesa decisa dal Cipe lo scorso gennaio. Ma senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato

14 Lug 2011

Internet veloce sì, ma senza costi aggiuntivi per lo stato. Alla
sezione "Disposizioni per lo sviluppo", la manovra
economica – oggi al vaglio del Senato – il governo spinge
l’acceleratore sulle nuove reti a cui possono essere destinate
risorse pubbliche “anche afferenti agli interventi cofinanziati
dai Fondi strutturali europei 2007 /2013 – si legge
all’articolo 30 del documento – ed eventualmente finanziate
“nell'ambito delle procedure di riprogrammazione e
accelerazione della spesa delle risorse previste dalla delibera
Cipe n. 1 dell'11 gennaio 2011”. Tutto questo senza
"nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato".

Ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda digitale
europea, concernenti il diritto di accesso a internet per tutti i
cittadini "ad una velocità di connessione superiore a 30
Mb/s" (e almeno per il 50% " al di sopra di 100
Mb/s") – puntualizza il testo – il Ministero dello Sviluppo
Economico, con il concorso delle imprese e gli enti titolari di
reti e impianti di comunicazione elettronica fissa o mobile,
predispone un progetto strategico nel quale, sulla base del
principio di sussidiarietà orizzontale e di partenariato pubblico
– privato, sono individuati gli interventi finalizzati alla
realizzazione dell'infrastruttura di telecomunicazione a banda
larga e ultralarga, anche mediante la valorizzazione,
l'ammodernamento e il coordinamento delle infrastrutture
esistenti.

Il progetto strategico è finalizzato alla realizzazione di
infrastrutture passive, aperte e neutre, per lo sviluppo di reti di
comunicazione elettronica a banda larga e ultralarga per accelerare
il raggiungimento dell'obiettivo. L’Agcom è competente alla
definizione del sistema tariffario in modo da incentivare gli
investimenti necessari alla realizzazione della predetta
infrastruttura nazionale e da assicurare comunque una adeguata
remunerazione dei capitali investiti.