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Marcegaglia: “Telecom sotto controllo estero? No problem”

Il presidente di Confindustria: “Il governo sblocchi almeno una tranche da 200/300 milioni del Piano Romani-Brunetta. L’imprenditoria ha bisogno di servizi broadband”

03 Dic 2009

Se Telecom Italia dovesse finire sotto il controllo di Telefonica,
per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non sarebbe un
problema. “Non interessa tanto chi detiene le leve del controllo
azionario, quanto la capacità delle imprese italiane di andare
all’estero e la capacità dell’Italia di attrarre investimenti
dall’estero”, ha detto intervenendo al convengo di
presentazione di un libro sui 10 anni di Fastweb.

Per Marcegaglia, “la banda larga è fondamentale per il supporto
che può dare alla crescita del Paese e allo sviluppo della
competitività delle imprese”. Ammette, tuttavia, che molti suoi
associati non hanno ancora capito a fondo le opportunità che
Internet offre alla crescita del business delle aziende. “Ma
quando se ne rendono conto , spiega, non tardano ad
approfittarne”. Confindustria ha messo in piedi una task force
con il compito di “andare nei territori a diffondere la
conoscenza dei vantaggi del web, in particolare a livello de
distretti industriali”.

Quanto agli 800 milioni del piano Romani-Brunetta, Marcegaglia
invita il governo a “prendere finalmente una decisione che faccia
partire il processo sbloccando se non tutti, almeno una prima
tranche di 200/300 milioni”. Secondo Marcegaglia bisogna
intervenire anzitutto a livello di distretti perché “lì si può
avere una risposta immediata e guadagni immediati di efficienza.
L’imprenditoria ha bisogno di servizi broadband per andare avanti
con l’innovazione”.

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