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Maxi-emendamento: fondi Cdp per la banda larga

La bozza approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri prevede misure a favore della realizzazione delle nuove reti ultrabroadband e dell’azzeramento del digital divide. A disposizione anche le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e dei fondi strutturali 2014-2020. Si partirà dai distretti industriali

03 Nov 2011

Ci sono anche misure a favore della banda larga nella bozza del
maxi-emendamento alla legge di Stabilità approvato ieri sera dal
Consiglio dei ministri. Il testo, che la prossima settimana
sbarcherà al Senato, prevede che per il finanziamento delle reti
di nuova generazione nonché per il completamento del piano anti
digital divide si attingerà alle risorse della Cassa depositi e
prestiti e a quelle del Fondo per lo sviluppo e la coesione e dai
fondi strutturali 2014-2020.

Il Progetto strategico per la banda larga – così è stato definito
all'interno del testo – farà leva sul principio di
sussidiareità: i fondi pubblici saranno destinati ai progetti
nelle aree a cosiddetto fallimento di mercato ossia non
reddititizie per gli operatori di Tlc che dunque non prevedono di
assicurare la copertura con le reti di nuova generazione. Le
modalità di coinvolgimento degli operatori dovranno essere
definite.

Stando alla bozza la posa della fibra partirà dai distretti
industriali e per velocizzare il roll out dell'ultrabroadband
saranno utilizzati anche collegamenti ad alta velocità senza fili.