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Metroweb, candidature entro inizio marzo

Si stringono i tempi. Secondo le stime, il valore dell’operazione si aggira fra i 400 e i 450 milioni di euro. Si punta a chiudere la partita entro giugno

11 Feb 2011

Si stringono i tempi per la corsa a Metroweb, che si punta a
chiudere entro giugno. Scade agli inizi di marzo infatti il
termine ultimo per presentare le offerte non binding
all'acquisto della società per poi procedere alla
definizione di una short list e concludere l'operazione entro
giugno.

L’advisor Lazard ha avviato le procedure per la cessione della
società che gestisce gran parte dell’infrastruttura in fibra
ottica a Milano, controllata da Stirling Square Capital Partners
(con il 76,47%) e A2A (il 23,53%). Sui tavoli dei potenziali
interessati una trentina di attori fra gestori telefonici in
primis ma anche di fondi infrastrutturali e di private equity –
è di stamattina l’indiscrezione della discesa in campo del
fondo lussemburghese Cube.

Secondo indiscrezioni, la valutazione della società, considerata
un asset infrastrutturale, si aggirerebbe intorno ai 500 milioni
di euro secondo multipli di 10-12 volte l'Ebitda che si
prevede a 42 milioni a fine 2010. Una cifra di assoluto rilievo,
soprattutto in considerazione che l’investimento è già stato
spesato. Tuttavia, data la consistenza del prezzo richiesto, ci
vorranno dieci anni di affitto delle linee soltanto per rientrare
dall’acquisto, a meno di scommettere un deciso decollo
dell’uso e dei prezzi delle connessioni in fibra ottica nel
prossimo futuro.

I ricavi della società, infatti, derivano dall’affitto della
rete ai gestori telefonici. Metroweb ha di fatto il monopolio
della fibra su Milano e fra i suoi maggiori clienti oggi
risultano Fastweb, Telecom Italia, Vodafone e Wind. Non a caso
proprio le due società che, prime fra tutte ed in anticipo sulla
partenza stessa della gara, hanno provato a fare proprio il
boccone Metroweb. Ma, a quanto pare, proprio il prezzo richiesto
ha scoraggiato entrambe ad andare oltre una prima valutazione del
dossier. “Non abbiamo mai espresso nessuna intenzione. Certo,
guarderemo questo processo così come tutti quanti, ma non
abbiamo mai fatto particolari avances”, così nei giorni scorsi
ha spento i rumor l’amministratore delegato di Telecom Italia,
Franco Bernabè.

Così come è stata strutturata l’offerta e stante il business
della società, l’operazione sembra essere piuttosto a misura
di fondi di investimento infrastrutturali, che puntano su rendite
certe e su rientri di lungo periodo. Ed infatti, non sono mancati
i nomi di potenziali acquirenti interessati fra i grandi fondi.
Uno dei nomi più gettonati è quello di F2i guidato da Vito
Gamberale il quale proprio nei giorni scorsi ha confermato di
avere esaminato il dossier e di stare valutando la pratica.

Stiamo entrando nella fase calda della vendita, che avverrà per
cessione diretta. Non stupisce che le voci si rincorrano con
sempre maggiore frequenza. L’ultima raccolta dal Corriere delle
Comunicazioni è che F2i potrebbe entrare in partita forte di una
opzione call a vantaggio di Telecom Italia che potrebbe così
comprarsi l’azienda più avanti nel tempo. Niente di strano o
di illegale, ma questa possibilità ha già creato parecchio
malumore fra i competitor di Telecom Italia che temono che
l’operazione possa portare TI a ripetere sulla fibra la
dominanza di mercato che possiede sul rame.
Metroweb, nei timori dei competitor, non soltanto avrebbe il
monopolio della fibra su Milano ma potrebbe diventare la società
veicolo all’interno del cui ombrello realizzare la futura rete
ottica italiana.

Prospettiva vista come il fumo negli occhi dagli altri player
telefonici, tanto che già si ventilano ricorsi alle autorità
regolatorie, Antitrust ed Agcom, per chiedere remedies antitrust
nel caso chell’alleanza fra Bernabè e Gamberale vada oltre le
voci delle indiscrezioni. Secondo questa tesi Telecom Italia, in
quanto operatore dominante notificato nel rame, non potrebbe
acquisire una posizione di mercato altrettanto forte nella fibra.
Contestata anche la presenza fra i finanziatori di F2i della
Cassa Depositi e Prestiti che in tal modo verrebbe a perdere il
suo ruolo super partes. Da Milano, il confronto rischia di
diventare rovente e allargarsi all’insieme delle regole per le
reti NGN. In ogni caso, sul dossier Metroweb vi sarà
l’alleanza fa F2i e Telecom Italia, lo si saprà presto: i
giochi stanno per entrare nel vivo.

11 febbraio 2011

di Mila Fiordalisi


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