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Microsoft-Skype, l’italiana Messagenet mette a rischio l’intesa

Dopo la segnalazione del provider milanese, l’Antitrust Ue sta valutando l’unbundling del servizio Voip da Windows prima di concedere l’ok all’operazione

29 Set 2011

L'Antitrust Ue sta valutando se richiedere l’unbundling del
servizio VoIp di Skype da Windows, sistema operativo di Microsoft,
prima di concedere il via libera alla fusione fra le due società.
Microsoft ha messo sul piatto 8,5 miliardi di dollari per rilevare
Skype: l’obiettivo di Redmond è competere con gli smartphone di
Google e Apple, che già incorporano la video chat, inserendo Skype
nei Windows Phones.

La fusione fra Microsoft e Skype ha già ottenuto il via libera
dell’Antitrust Usa a giugno. L’ok dell’Antitrust europeo è
l’ultimo ostacolo prima di formalizzare il merger.

L’interessamento delle autorità Antitrust europee a al merger
Skype-Microsoft è figlio di una segnalazione inviata la settimana
scorsa a Bruxelles da Messagenet, un provider milanese di telefonia
fissa, specializzato in servizi VoIp, che contesta l’operazione:
dopo la fusione con Microsoft, Skype si troverebbe in posizione
dominante nel settore del VoIp e delle videochiamate.

Messagenet ha chiesto alla Commissione di procedere
all’unbundling di Skype da Windowsper evitare effetti negativi
alla concorrenza, a causa dell’accesso facilitato a Skype per
tutti gli utenti Microsoft, fatto che di per sé danneggerebbe i
provider VoIp concorrenti.

“In ogni caso si dovrebbe proibire l’incorporazione di Skype
nel sistema operativo di Microsoft”, sostiene Messagenet.
Nel mirino di Messagent c’è anche la carenza di
interoperabilità con altri operatori concorrenti.

La Commissione Europea discuterà il caso il 7 ottobre.

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