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Missione compiuta, l’Endeavour rientra a terra

La navicella è atterrata al Kennedy Space Centre alle 8,35 (ora italiana) con a bordo Roberto Vittori. Il presidente dell’Asi Saggese: “Un successo per lo Spazio tricolore”

01 Giu 2011

Missione compiuta per lo Shuttle Endeavour. Oggi alle 8,35 ora
italiana nella base aerea americana del Kennedy Space Centre
(Florida) la navicella è rientrata dal suo ultimo viaggio nello
spazio, con a bordo Roberto Vittori che ha concluso la missione
scientifica italiana di Dama (DArk MAtter) dell'Agenzia
Spaziale Italiana.
Durante i 16 giorni di permanenza nello spazio, Vittori, “mission
specialist” per la missione Sts-134, ha posizionato sulla
Stazione Spaziale Internazionale (Iss) il potente cacciatore di
antimateria Ams02, Alpha Magnetic Spectrometer, il cui compito è
quello di intercettare e identificare, con i suoi rivelatori, tipi
di particelle elementari che non si possono riprodurre sulla Terra
con gli acceleratori.
L'Italia ha contribuito in modo determinante, assieme ad altre
16 nazioni, alla realizzazione di molte delle componenti essenziali
dello strumento grazie ai finanziamenti dell’Asi e
dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

“Con l’atterraggio dello shuttle si conclude con successo la
missione Sts-134 che ha visto, tra i protagonisti, un pilota
sperimentatore dell’Aeronautica Militare – spiega il Capo di
Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra
Aerea Giuseppe Bernardis – Vittori ha contribuito fattivamente alle
attività spaziali sia a bordo dello Shuttle che della ISS, in
particolare con l’installazione dell’Ams02 e le sperimentazioni
che avranno ricadute nel campo medico/chimico/biologico,
consolidando la competenza e la professionalità nel settore del
volo umano e in quello scientifico. Il Tricolore issato sulla
Stazione Spaziale Internazionale nel momento storico dei 150 anni
dell’Unità d’Italia ha ulteriormente sancito la straordinaria
capacità del Paese di ‘fare sistema’ in un settore di
eccellenza”.

Vittori ha condotto i dodici esperimenti scientifici di Dama, che
rappresentano parte del programma congiunto Asi-Aeronautica
Militare, avviato nell’ambito dell’accordo di cooperazione nel
settore del volo umano spaziale. Gli importanti esperimenti, messi
a punto in collaborazione con università italiane e centri di
ricerca nazionali, avranno ricadute rilevanti nel campo della
radiobiologia, della biomedicina, della fisiologia degli organismi,
nonché della biologia cellulare.

A bordo della Iss Vittori ha incontrato anche l’altro astronauta
italiano, Paolo Nespoli, rientrato martedì 24 maggio dopo una
permanenza di sei mesi nello spazio, al quale ha passato in
consegna la medaglia d’argento donatagli dal Santo Padre e la
Bandiera Italiana, che il presidente della Repubblica aveva dato a
Vittori in occasione dell’inizio delle celebrazioni per il 150°
anniversario dell’Unità d’Italia.

“È stata una missione di grande successo – sottolinea il
presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese – La
presenza di Roberto Vittori che ha contribuito a installare
l’Ams, magnifico esperimento a cui Asi insieme all’Infn tiene
molto, e il completamento di tutti gli esprimenti italiani partiti
a bordo dello shuttle hanno reso la missione appena conclusa
veramente straordinaria per l’Italia. Posso dire senza ombra di
dubbio, che si è trattato di una spedizione da record, non
solamente da punto di vista scientifico ma anche per la
testimonianza di attenzione che abbiamo ricevuto sia dal Santo
Padre sia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il
colloquio tra il Papa e tutto l’equipaggio della Stazione
Spaziale Internazionale, presenti i due astronauti italiani, è
stato un occasione senza precedenti. Mai prima un pontefice aveva
parlato in diretta con gli astronauti presenti sulla
Stazione”.

“Tutto l’equipaggio ha atteso con interesse ed emozione questo
evento che ha rappresentato un momento di grande comunicazione e di
vicinanza tra la parte spirituale dell’uomo e quella razionale
della ricerca – conclude Saggese – Non meno esaltante è stato il
collegamento con il Presidente Napolitano che è stato vissuto
soprattutto in chiave di testimonianza e di esaltazione della
ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con accenti di
particolare attenzione al mondo della ricerca e alla condizione dei
ricercatori Italiani, che rendono orgoglioso il Paese per le sue
affermazioni in campo internazionale. Ringraziamo, quindi, il
Presidente per aver voluto condividere con tutti noi questo
particolare momento di successo del settore spaziale italiano.
Abbiamo fortemente dimostrato che lo ‘spazio’ italiano c’è e
sa farsi apprezzare".

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