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Mobile Money, nel 2014 boom nei Paesi emergenti

Secondo Juniper Research più di mezzo miliardo di persone userà i servizi di trasferimento mobile di denaro tra cinque cinque anni

23 Ott 2009

Più di mezzo miliardo di persone userà i servizi di trasferimento
mobile di denaro entro il 2014, secondo il nuovo studio di Juniper
Research intitolato “Mobile money transfer & remittances:
markets, forecasts & strategies 2009-2014”. La crescita sarà
trainata dai mercati emergenti, dove l’accesso ai servizi bancari
tradizionali resta scarso, ma è alta la diffusione del cellulare.
Per calcolare le opportunità che si aprono, Juniper ricorda che su
una popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone, gli abbonati
mobili sono 3,6 miliardi, mentre più di 2 miliardi di individui
non possiedono un conto in banca e 3 miliardi hanno comunque scarso
accesso ai servizi finanziari mainstream (i cosiddetti
“underbanked”).

A beneficiare del boom del mobile money saranno le tante aziende
che operano nell’ecosistema dei pagamenti mobili. Un ecosistema,
spiega Juniper, che include operatori mobili, banche e società
finanziarie, operatori dei trasporti e del commercio, produttori di
terminali, fornitori di nuove applicazioni e sistemi software e
service provider. Per l’utente il vantaggio offerto dalle
soluzioni innovative di mobile payment è duplice: si mandano
rapidamente soldi a un’altra persona senza bisogno di avere un
conto in banca e si evita di incorrere nei tradizionali costi del
trasferimento di denaro. Juniper segmenta il mercato in due
macro-gruppi: i trasferimenti nazionali e quelli internazionali.
“I trasferimenti domestici servono ai Paesi in via di sviluppo
senza banche ma con necessità di effettuare pagamenti (“banking
for the underbanked”)”, spiega Juniper.

“In questi mercati c’è un accesso limitato ai servizi
finanziari, ma il cellulare è molto diffuso. In Ghana, per
esempio, una persona su 20 ha un conto in banca, mentre una su 3 ha
il telefonino”. E’ in questo segmento dei trasferimenti
nazionali che Juniper prevede più di mezzo miliardo di utenti nel
2014. La maggior parte sarà in Medio Oriente e Africa, India, Cina
e Estremo Oriente. Le nazioni sviluppate con sistemi bancari
diffusi non conosceranno lo stesso boom, ma anche qui si apre
qualche nuova opportunità: “I pagamenti mobili possono diventare
comuni in alcuni contesti sociali, per esempio permettendo agli
amici di dividere il costo di una cena al ristorante. Oppure
possono servire ai genitori per mandare denaro ai figli
all’università”. Soprattutto, è dai Paesi sviluppati che
verrà spedito il denaro per i trasferimenti internazionali.
“Sono i trasferimenti di denaro che molti lavoratori migranti
fanno verso le famiglie nel loro Paese d’origine”, spiega
Juniper.

“L’aumento esponenziale dei lavoratori migranti nel mondo ha
fatto crescere la quantità di denaro spedita a casa. I principali
Paesi verso cui si indirizzano questi soldi, secondo la Banca
mondiale, sono: India (27 miliardi di dollari nel 2007), Cina (25,7
miliardi di dollari) e Messico (25 miliardi). Nel 2008 il
trasferimento di denaro verso i Paesi in via di sviluppo è
cresciuto del 15% per un totale di 328 miliardi di dollari versati.
Ci sono anche canali informali di versamento che rappresentano fino
al 50% del mercato”. Anche qui c’è da aspettarsi un rapido
sviluppo, crisi permettendo, nota Juniper: nel 2009 i migranti
hanno mandato il 7,3% di denaro in meno verso i Paesi in via di
sviluppo, secondo la Banca Mondiale. Lo studio suggerisce inoltre
la presenza di ostacoli di natura politica, commerciale e normativa
al pieno sviluppo dei servizi di mobile money transfer che andranno
superati.

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