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Motorola Mobility vira sull’Europa e va a caccia di un alleato

Consolidato il posizionamento l’azienda vuole riconquistare le quote perse sul mercato europeo. Il ceo Jha: “Pronti a un accordo con un grande operatore mobile”

17 Feb 2011

Motorola sta tornando: dopo la separazione in due divisioni, il
produttore americano non solo è riuscito a riconquistare quote sul
mercato domestico ma ha tutte le intenzioni di recuperare il
terreno perduto in Europa. Motorola Mobility, la neo-formata
società dedicata alla telefonia mobile, vuole cavalcare il
successo ottenuto negli Usa dai suoi smartphone basati su
piattaforma Android e tornare a scalare posizioni sul mercato
europeo: il chief executive Sanjay Jha afferma che, stabilizzata la
situazione finanziaria dell’azienda e consolidato il
posizionamento negli Stati Uniti, la prossima sfida è convincere
gli operatori mobili e i negozianti europei che Motorola è di
nuovo un marchio su cui puntare.

Motorola aveva uno share del 16,1% dei cellulari in Europa
occidentale cinque anni fa (dati di Strategy Analytics) ed era il
secondo maggiore produttore dietro Nokia. L'anno scorso la
quota di mercato europea di Motorola si è ristretta a un mero
0,7%, anche come conseguenza del fatto che il gruppo, costretto da
una situazione finanziaria poco brillante, si è concentrato
innanzitutto sugli Stati Uniti.

Jha, diventato Ceo di Motorola a metà del 2008, ha cercato di
ribaltare il trend negativo puntando su smartphone ad alte
prestazioni con sistema operativo Android. In un'intervista con
il Financial Times, Jha afferma che il brand Motorola è di nuovo
forte negli Stati Uniti, in America Latina, Cina e Sud-est
asiatico, ma in Europa "c’è ancora del lavoro da fare”.
La speranza è di migliorare il posizionamento europeo
dell'azienda tramite un accordo di vendita con qualche grande
operatore mobile. "Credo che quello che ci serve sia una
relazione importante con un operatore mobile europeo che ci aiuti a
introdurre i nostri prodotti e a riportarci in Europa", dice
il Ceo.

L'imminente lancio europeo del nuovissimo smartphone Atrix e
del tablet Xoom di Motorola potrebbe dare il via alla rinascita di
Motorola nel continente. Jha si mostra particolarmente interessato
al mercato tedesco, dove gli operatori mobili stanno già
implementando reti basate sulla tecnologia wireless di quarta
generazione, l’Lte, che permette la navigazione web ultra-veloce
dagli smartphone.

Jha ammette che la concorrenza è forte sui cellulari con sistema
operativo Android: i vendor sono tanti (come Htc e Samsung) e la
sfida è differenziarsi. Gli analisti di Credit Suisse pensano che
i produttori di cellulari Android rischiano di vedere i propri
telefoni ridotti a commodity e di essere destinati ad accontentarsi
di una redditività bassa, con margini operativi di circa il 5%.
Jha ammette che la concorrenza è serrata ma Motorola punterà
sulla ricerca e sviluppo: "Android è una corsa
all'innovazione", dice.

Motorola ha registrato un margine operativo del 3,7% negli ultimi
tre mesi del 2010, ma Jha pensa che la società dovrebbe essere in
grado di raggiungere il 7-12% nel medio-lungo termine. Il Ceo è
convinto che Motorola saprà differenziarsi dagli altri produttori
di telefonini basati su Android concentrandosi sugli smartphone ad
alte prestazioni e sui tablet, sia consumer che business.