Mucchetti a Renzi e Letta: “Salvate Telecom Italia”

L’appello del senatore Pd: “Troppe irregolarità nell’operazione Telefonica”. E rilancia: “Diamo il via libera alla riforma dell’Opa”

Pubblicato il 17 Dic 2013

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Un appello al premier, Enrico Letta, e al segretario del pd, Matteo Renzi, perché “rompano gli indugi e battano un colpo per salvare Telecom Italia dalle opache mene di un concorrente, Telefonica, o quanto meno costringano tale insidioso soggetto a pagare il dovuto lanciando un’Opa per contanti a tutti gli azionisti”.

E’ quello che rivolge Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria al Senato, dalle pagine dell’Unità, spiegando che “Letta non è mai venuto in Parlamento a illustrare la linea del Governo” sulla vicenda Telecom, “ma si è limitato a poche parole di maniera: un po’ poco per chi dice di voler fare politica industriale”. Per Mucchetti “l’inerzia del Governo non si giustifica con il rispetto del mercato in un mondo nel quale i governi intervengono pesantemente nell’economia”.

In particolare, per il presidente della Commissione Industria ci sono diverse irregolarità nell’operazione Telecom che andrebbero stigmatizzate: “non si può girare la testa dall’altra parte quando il fondo di private equity americano Blackrock, grande azionista di Telefonica e consulente ben remunerato di Intesa Sanpaolo, viene favorito dal management insediato dagli spagnoli e dai loro sodali italiani in modo smaccato e sospetto”. Mucchetti non comprende “quest’ansia di compiacere un soggetto come Telefonica in nome dell’attrazione degli investimenti esteri. Telefonica non sta mettendo un euro in Telecom e non l’ha mai messo prima”, spiega.

Mucchetti si rivolge quindi direttamente a Letta e a Renzi perché fermino “questa brutta giostra, che è una caricatura di mercato” e chiede di dare “il via libera, anche se forse ormai è tardi, alla riforma dell’Opa. E non diteci che bisogna studiare di più. Sono passati tre mesi e non avete mosso un dito”.

Su Telecom interviene anche Linda Lanzillotta (Scelta Civica), vice presidente del Senato, secondo la quale “attorno a Telecom si sta consumando una partita in cui non è in gioco solo il mercato ma c’e’ un interesse nazionale che va salvaguardato. Per questo e’ il caso che il governo non sia solo spettatore. La rete non e’ solo un’infrastruttura che deve garantire la sicurezza delle comunicazioni ma e’ anche la condizione per lo sviluppo dell’economia digitale: per questo vanno garantiti gli investimenti”.

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