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Navigatori satellitari vs smartphone Gps: chi la spunta?

In calo il giro d’affari di TomTom e Garmin a vantaggio di Google e Nokia che includono i software di navigazione in molti smartphone. Ma i top player passano al contrattacco con nuove soluzioni e funzionalità

16 Nov 2010

I device per la navigazione in auto soffrono la concorrenza degli
smartphone: oggi la tecnologia che dal satellite guida e controlla
le automobili viene sempre più spesso incorporata nei cellulari
intelligenti. Sono gli esperti stessi dell’industria a
sottolineare il cambiamento di mercato in atto. Berg Insight,
società di ricerca svedese sentita dall’International Herald
Tribune, stima che il numero di device personali per la navigazione
distribuiti in tutto il mondo arriveranno a 42 milioni nel 2011, in
lieve crescita sui 40 milioni di quest’anno, per poi avviarsi a
un graduale ma inesorabile declino: nel 2015 ne saranno distribuiti
30 milioni.

“Il motivo principale di questo trend è la diffusione degli
smartphone”, spiega Tom Slob, analista della banca olandese
Rabobank. “Player come Google e Nokia hanno deciso di fornire la
tecnologia di navigation gratuitamente sui loro cellulari. Il
mercato non sarà più lo stesso”.

Ciò non vuol dire che l’industria della navigazione per auto
subirà necessariamente un colpo fatale. Aziende come Garmin e
TomTom si stanno già attrezzando a reagire alla concorrenza,
realizzando tecnologie di controllo del traffico in tempo reale e
costruendo navigatori da inserire nei cruscotti per produttori
d’auto come Renault, Mazda e Fiat. I player tradizionali vendono
in alcuni casi strumenti da usare come applicazioni per la
navigazione persino ai rivali Blackberry e iPhone.

“La tecnologia viene in parte assorbita dagli smartphone, in
parte dai device interni al cruscotto”, afferma Kevin Rauckman,
chief financial officer di Garmin. “L’industria sta rapidamente
maturando, ma il nostro business non è finito”.

“Non c’è dubbio che gli smartphone stiano trasformando molti
mercati, non solo quello degli apparecchi per la navigazione, ma
anche quello delle fotocamere e dei media player”, aggiunge
André Malm, senior analyst di Berg Insight. “Questi mercati non
spariranno, ma subiranno profondi mutamenti”.

Il business della navigazione in auto ha tirato per cinque anni,
dal 2003 al 2008, quando Google ha introdotto Android, il sistema
operativo mobile che ha portato Google Maps e i programmi di
navigazione di Big G ai cellulari. Da allora, secondo Gartner, 45
milioni di persone hanno comprato telefoni Android con
funzionalità Gps. Nokia ha seguito l’esempio a gennaio 2010
regalando il software di navigazione Ovi Maps agli utenti dei suoi
smartphone.

I principali attori tradizionali della navigazione per auto sono la
svizzera Garmin, leader con uno share del 35%, l’olandese TomTom
e la Mitac International di Taiwan (che possiede i marchi Mio,
Navigon, Magellan e Navman). Queste tre aziende rappresentano il
68% del mercato, secondo Berg Insight. Ma le vendite di Garmin sono
scese dell’11,4% nel terzo trimestre, mentre quelle di TomTom
sono salite del 3% ma gli utili sono calati del 37%.

Rackman sottolinea tuttavia che i prodotti di Google e company non
possono competere in termini di qualità e servizi con i device
specializzati dei player tradizionali: “La nostra interfaccia
utente è molto più semplice e noi di Garmin offriamo anche
funzionalità avanzate come il riconoscimento vocale”. Tim
Flight, direttore di GPSReview.net, sito Internet di settore,
ritiene perciò che non sia ancora l’ora di dichiarare finiti i
vecchi Gps per auto: “Molte persone, anzi, acquistano oggi il
secondo device. Sono sicuro che l’utente meno esigente sia
soddisfatto dai navigatori nello smartphone, ma quello più attento
vuole un vero navigatore specializzato”.

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