Nel Lazio record di connessioni in banda larga

Secondo il rapporto Eures-Upi Lazio, nella regione sono quasi il 40% le famiglie dotate di Internet veloce contro una media nazionale del 34,5%. Al palo la crescita degli investimenti in R&S frenata dal settore pubblico

Pubblicato il 15 Dic 2010

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Le famiglie del Lazio risultano tra le più tecnologiche
d'Italia: il 94% dispone di un telefono cellulare a fronte di
una media nazionale del 90,7%. A tracciare il quadro il Rapporto
Eures-Upi Lazio sullo stato delle province del Lazio del 2010 che
ha studiato il fenomeno relativo al 2009.
Entrando nel dettaglio lo studio fa emergere che il 51,5% delle
famiglie dispone di un accesso a internet (47,3% in Italia),
preceduto soltanto dalle famiglie delle Marche. Record anche per la
banda larga, a cui è connesso il 39,9% delle famiglie del Lazio
contro il 34,5% in Italia, seguite solo da quelle marchigiane
(38,5%) e lombarde (38,4%).

Anche le imprese si distinguono positivamente, con il primato di
addetti che utilizzano almeno una volta a settimana il Pc (54%
rispetto al 43,6% nazionale) a cui però non corrisponde
un’adeguata presenza sul Web. Soltanto il 55,4% delle imprese
laziali possiede un sito Internet (10° valore in Italia) rispetto
al 59,2% nazionale.

Roma si conferma Capitale dell'innovazione, con 7.680 domande
di brevetto (pari al 92,8% del totale regionale) presentate
nell'ultimo decennio.
Per quanto riguarda la formazione il rapporto sottolinea come nel
Lazio siano cresciuti, tra il 2007 e il 2009, i laureati in
discipline tecnico-scientifiche (+14,1%, rispetto al +6,4% della
media nazionale).

Infine gli investimenti. Stando ai dati Eures nella regione gli
investimenti in ricerca e sviluppo – comunque ampiamente superiori
alla media nazionale – crescono di meno rispetto alla media
italiana. Secondo il rapporto “nell'ultimo anno la contenuta
dinamica rilevata nel Lazio è attribuibile principalmente al
settore pubblico (-5,8%), registrandosi invece una forte crescita
per quello privato (+15,6%; +17% per le imprese e -3,7% per il non
profit)”.

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