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Net neutrality, la Camera Usa respinge le decisioni Fcc

Secondo una risoluzione, votata con 241 voti favorevoli e 179 contrari, il pacchetto approvato dall’Authority guidata da Julius Genachowski lo scorso dicembre “non ha alcun valore o effetto”

06 Apr 2011

La Camera dei Rappresentanti Usa si “schiera” per la net
neutrality. In una
risoluzione
approvata ieri con 241 voti a favore e 179 contrari
il ramo del Congresso “disapprova” le regole fissate lo scorso
dicembre dalla Fcc. Secondo il testo approvato le norme “non
hanno alcun valore o effetto".

Il pacchetto approvato alla fine del 2010 dalla Federal
Communications Commission, guidata da Julius Genachowski, prevede
che per tutti gli operatori (del fisso e del mobile) ci sia
l’obbligo di trasparenza: dovranno fornire a utenti e aziende di
servizi Web informazioni dettagliate sulle modalità con cui
gestiscono il traffico e i termini commerciali dell’offerta. Ma
il punto che viene giudicato più oscuro è là dove la misura
prevede norme diverse per fisso e mobile. I provider del fisso non
potranno bloccare contenuti, applicazioni e servizi “legali” e
non potranno sperimentare tecniche “irragionevoli” di gestione
del traffico (i servizi devono poter competere ad armi pari).
Agli operatori del mobile viene invece dato più spazio di manovra:
non possono bloccare applicazioni voce e video delle aziende
concorrenti, ma avranno le mani più libere con altri tipi di
applicazioni e servizi e potranno chiedere ai provider di contenuti
e servizi pagamenti più alti in base all’ampiezza di banda
utilizzata.

La decisione della Camera dei Rappresentanti arriva 24 ore dopo la
sentenza della la corte federale che aveva respinto la richiesta di
Verizon e MetroPcs di fare causa alla Fcc per ribaltare il
regolamento.