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Net neutrality, la Fcc scalda i motori. Nuove regole in vista a dicembre?

Dietro lo slittamento del prossimo meeting l’intenzione di affrontare il tema della gestione del traffico Internet. Repubblicani contrari a ogni intervento normativo

24 Nov 2010

La Federal communications commission (Fcc) ha rimandato al 21
dicembre la riunione, fissata per il 15 dicembre, per fissare
regole certe sul traffico in Rete. Una mossa che garantisce alla
Fcc più tempo per preparare l'agenda, che di norma è pronta
tre settimane prima delle riunioni.

Secondo indiscrezioni riportate dalla Reuters, la riunione è stata
rimandata perché la Fcc ha intenzione di inserire in agenda la Net
neutrality, ovvero tutti i principi della Rete aperta. Un tema, la
net neutrality, che ha fatto alzare le antenne all'opposizione
repubblicana.

No comment del portavoce della Fcc Jen Howard sul fatto che
l'agenzia sia intenzionata ad affrontare il nodo Net neutrality
durante la riunione di dicembre.

Regole certe sulla Net neutrality potrebbero chiudere
definitivamente il dibattito se gli Internet provider possano o
meno avere il permesso di gestire il traffico della Rete, bloccando
o rallentando le informazioni, nell'ottica di creare corsie
preferenziali a pagamento, con cui i siti Internet potrebbero
raggiungere più rapidamente gli utenti.

"Dai segnali che arrivano sembra che in effetti stiano
pensando ad un voto a dicembre", ha detto Jeffrey Silva,
analista del settore Tlc di Medley Global Advisors.

"La situazione è molto fluida al momento, credo che stiano
valutando molto attentamente il messaggio che hanno ricevuto dal
Campidoglio per mettere in atto la loro prossima mossa", ha
aggiunto Silva a proposito della Fcc.

I Repubblicani sono contrari alla regolamentazione del traffico
web. Il loro argomento è che nuove regole potrebbero costringere
le aziende a tagliare investimenti e posti di lavoro per mantenere
gli utili. La settimana scorsa 19 deputati repubblicani hanno
sottoscritto una lettera: qualsiasi intervento della Fcc in tema di
Net neutrality sarebbe un errore.

Dall'estate scorsa la Fcc ha raccolto punti di vista da parte
di operatori telefonici, web company e broadcaster via cavo allo
scopo di creare una griglia comune per la gestione del traffico su
Internet. Ma da allora i negoziati si sono arenati. Lo scoglio più
grande il trattamento del traffico tramite reti a banda larga
wireless.

Il pomo della discordia è la velocità di trasmissione e di
download di video e di altri contenuti destinati a dispositivi
mobili come il BlackBerry della Rim (Research in Motion) e
l'iPhone della Apple.

I carrier mobili stanno facendo lobby per fissare una priorità di
trasmissione nel traffico della Rete sui network mobili
congestionati, sostenendo che già utilizzano delle corsie
preferenziali per garantire ai cellualri il traffico voce.

Ma i sostenitori della Net neutrality hanno paura che la creazione
di un Internet a due velocità, che privilegi i content provider in
grado di pagare di più per raggiungere più rapidamente gli
utenti, sarebbe un danno per i consumatori.