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Neutralità della rete, autunno caldo per la Ue

Al via la consultazione con cui Bruxelles punta a delineare le linee guida per i Paesi membri. Ma sarà dura trovare il punto di equilibrio tra gli interessi degli operatori e quelli dei consumatori che chiedono di non discriminare tra i contenuti che viaggiano in rete

01 Set 2010

Dopo la Fcc americana, l'Arcep e il governo francese e la
britannica Ofcom, anche la Commissione europea si prepara a
esaminare nelle prossime settimane la questione spinosa della
neutralità della rete. Ovvero: un fornitore di accesso a Internet
può favorire o bloccare alcuni contenuti o deve obbligatoriamente
garantire a tutti gli stessi diritti?

Bruxelles aveva già lanciato una consultazione pubblica sulla net
neutrality a fine giugno. La nuova consultazione durerà tutto il
mese di settembre; entro la fine del 2010, la Commissione
pubblicherà delle raccomandazioni ai Paesi-membri, come spiega il
quotidiano francese Les Echos. “Desideriamo che la Commissione
adotti una posizione forte e che fissi delle linee guida sulla
neutralità della rete per tutti gli Stati europei”, ha indicato
Kostas Rossoglou, responsabile giuridico del Bureau européen des
unions de consommateurs (Beuc).

Secondo la Beuc, che si batte per un accesso a Internet senza
discriminazioni e senza sovrapprezzi per i consumatori, Bruxelles
sarebbe favorevole alle istanze portate avanti dal Bureau:
“Nonostante gli interessi difesi dagli operatori, sentiamo che la
Commissione è determinata a far rispettare certi principi”, ha
sottolineato Rossoglou.

Bruxelles potrebbe in particolare esaminare la questione
dell’accessibilità ad alcuni servizi: pochi operatori in Europa
permettono di utilizzare per esempio il VoIp su mobile. Tuttavia,
nota Les Echos, c’è da aspettarsi una linea di prudenza: se a
inizio anno Neelie Kroes, commissario per la Digital Agenda, aveva
preso posizione contro “le pratiche commerciali che ostacolano la
neutralità della rete”, a luglio il segretario di Stato francese
allo Sviluppo dell’economia digitale Nathalie Kosciusko-Morizet
ha chiarito: “L’obiettivo di non discriminazione non impedisce
agli operatori di proporre delle offerte commerciali
differenziate”.

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