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Nga, operatore dominante addio

In anteprima la Raccomandazione europea che mette nero su bianco le regole di accesso alle reti di nuova generazione (Nga) e che rivede le regole dei Mercati 4 e 5 (accesso alle reti e ai servizi broadband). Il commissario Reding la presenterà il 15 giungo

08 Giu 2009

Una Raccomandazione europea che mette nero su bianco le regole di
accesso alle reti di nuova generazione (Nga) e che rivede le regole
dei Mercati 4 e 5 (accesso alle reti e ai servizi broadband).  La
presenterà lunedì 15 giugno, a meno di colpi di scena
dell’ultim’ora,  il commissario europeo Viviane Reding. Il
testo – di cui il Corriere delle Comunicazioni (scarica qui il documento
integrale), rappresenta l’ultimo tassello dell’eredità che
la lady di ferro dell’Ict lascia in dote alla nuova
Commissione.

Sfumata l’approvazione del Telecom Package – la discussione del
testo al Cdm europeo è attesa per il prossimo 11 giugno ma con
tutta probabilità la questione sarà demandata al cosiddetto
Tavolo di conciliazione (che avrà 8 mesi di tempo per licenziare
il testo definitivo pena il riavvio totale dell’iter) -, Reding
ha deciso di andare avanti. Battendo il chiodo finché è caldo
ossia fino a quando “scadranno” i poteri al momento
dell’insediamento dei Commissari eletti nella tornata elettorale
del 6 e 7 giugno.

“L’obiettivo è spingere lo sviluppo del mercato del broadband
in un contesto regolatorio che garantisca gli investimenti, la
competizione e l’innovazione”, si legge sulla bozza del
documento datata 28 aprile (la stessa che dovrebbe essere
presentata il 15 giugno). La “rivoluzione” – che ha già
provocato un’aspra discussione a Bruxelles e che stando a quanto
risulta al Corriere delle Comunicazioni non piace né agli
incumbent né agli Olo, è contenuta nell’Annex III, una
paginetta di testo, che rappresenta il cuore del documento, in cui
si definiscono i casi in cui l’Autorithy non potrà più imporre
prezzi di accesso orientati al costo e si specificano le condizioni
che mandano in pensione il concetto di operatore dominante. Misure
queste fortemente caldeggiate dal commissario europeo per la
Concorrenza Neelie Kroes.

Quattro le condizioni che lascianola possibilità alle Autority di
imporre l’accesso alla fibra, ma non di imporre l’orientamento
al costo o gli obblighi di non discriminazione; l’operatore
dominante sviluppa il network Ftth (fiber-to-the-home) insieme con
almeno un altro operatore competitor; i co-investitori posano linee
multi-fibra; i progetti di co-investimento non sono
“esclusivi”, ossia altri soggetti possono successivamente
partecipare all’investimento alle stesse condizioni; tutti gli
investitori hanno eguale parità di accesso all’infrastruttura di
rete. Il secondo “capitolo” dell’Annex III fa venire meno la
posizione di operatore dominante a fronte di sei condizioni: almeno
tre operatori, in aggiunta all’incumbent, contribuiscano alla
realizzazione della rete ; due operatori, in aggiunta
all’incumbent, realizzino la nuova rete in aree in cui un
operatore alternativo compete sul retail market con un proprio
network; si tratti di network multi-fibra;  quando ciascun
investitore accede all’infrastruttura comune a parità di
condizioni sulla base del prezzo orientato al costo; quando nei
condotti vi sia spazio sufficiente alla posa dell’infrastruttura
di un operatore terzo; quando agli Olo infrastrutturati con
unbundling in rame è consentito di migrare a analoghi prodotti, ma
wholesale, delle Nga nel caso l’upgrade alla fibra bypassi le
loro infrastrutture di unbundling. La transizione dal rame alla
fibra può inoltre determinare una rivoluzione nell’approccio
regolatorio: le condizioni della competizione potrebbero in
futuro  essere analizzate su base geografica e non più nazionale
come avviene ora. In altre parole, telecom italia potrebbe essere
considerato dominante in Campania ma non in Lombardia. Cambiano,
inoltre, rispetto alle reti in rame, le modalità di calcolo del
prezzo di accesso alle reti, da parte delle Autorità di
regolamentazione.

Resta fermo l’orientamento al costo, ma è possibile stabilire un
risk premium calcolato sulla base del capitale di investimento nel
caso in cui la realizzazione della nuova rete sia fortemente legata
alla sua profittabilità. Il risk premium si potrà però applicare
solo in caso di reti Ftth. Nel caso di Fttn (Fiber to te node) che
rappresenta un upgrade parziale della rete esistente, il rischio di
investimento è considerato inferiore e per questo non soggetto a
“premi” di sorta.

Approvata, la Raccomandazione Reding sarà sottoposta a
consultazione pubblica. Se tutto fila liscio, l’approvazione
finale dovrebbe giungere a fine anno.

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