Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

LA DECISIONE DI AGCOM

Ngan, canone Telecom sotto i 20 euro?

Giovedì l’Agcom deciderà sulla tariffa di accesso alla rete in fibra da parte degli Olo. Secondo indiscrezioni l’Authority punterebbe ad un canone molto più basso rispetto alla proposta della società presieduta da Bernabè

26 Feb 2013

Mila Fiordalisi

Portare il canone wholesale dell’ultrabroadband (Ngan) sotto la soglia dei 20 euro. Sarebbe questo- secondo quanto riferisce La Repubblica – l’obiettivo a cui mira l’Agcom che deciderà sulla questione giovedì prossimo. Se è vero che il Garante per le Comunicazioni non ha il potere di decidere il prezzo di listino finale è anche vero che spetta all’Agcom creare le condizioni affinché sia garantita la concorrenza di mercato e di conseguenza l’interesse dei cittadini.

Ed è in nome della concorrenza di mercato e della equiparazione delle tariffe italiane a quelle medie dei Paesi Ue che l’Agcom sta lavorando al “dossier” ultrabroadband. Nel mirino il canone presentato da Telecom Italia a marzo dello scorso anno per l’accesso alla propria rete in fibra da parte degli Olo in modalità Vula. La prima proposta è stata di 31,02 euro, sforbiciata fin da subito a 24,09 euro dall’Authority in occasione dell’avvio delle due consultazioni pubbliche. E risale a ottobre scorso la messa a punto del regolamento da parte dell’Authority. A quanto pare però un’ulteriore sforbiciata sarebbe in arrivo e l’Agcom si starebbe orientando per l’appunto al di sotto della soglia “psicologica” dei 20 euro.

La squadra presieduta da Marcello Cardani sta rifacendo gli ultimi conti per “sfornare” la tariffa in grado di rendere sostenibili gli investimenti da parte di Telecom Italia nelle nuove reti (ossia per consentire la remunerazione del network che la società presieduta da Franco Bernabè realizzerà di qui al 2027) e compensare i costi di gestione e manutenzione della rete stessa, senza penalizzare i concorrenti ossia consentendo loro di replicare l’offerta finale (al consumatore) di servizi ultrabroadband. Il tutto tenendo conto anche delle potenzialità di utilizzo della fibra da parte dei consumatori finali – Telecom Italia stima 48 clienti potenziali per cabinet – e del tasso di interesse che la compagnia di Tlc paga ai finanziatori sulla base del rischio del new business.

Insomma, l’Agcom, e in particolare i commissari Maurizio Dècina e Antonio Preto, hanno una grossa responsabilità.