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Ngn, via alla Newco. Romani: “La Cdp potrà partecipare”

Siglato il Memorandum con il ministro Romani che dà il via alla costituzione della società veicolo per la realizzazione delle infrastrutture passive. In campo Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb, Tiscali, Tre e BT Italia. Entro tre mesi il business plan. Tremonti da l’ok all’accesso alle risorse della Cassa depositi e prestiti

10 Nov 2010

E' fatta. Almeno sul fronte delle infrastrutture passive. I
numeri uno di Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, Tre, Wind, British
Telecom e Tiscali hanno siglato oggi il memorandum d'intesa con
il ministro Paolo Romani che dà il via alla
costituzione della Newco per la Ngn. La nuova società veicolo a
partnership pubblico-privata sarà impegnata nella realizzazione di
una infrastruttura passiva per lo sviluppo di reti a banda ultra
larga.

"Entro 3 mesi il comitato esecutivo istituito definirà il
business plan e individuerà la governance della società  – si
legge in una nota del Ministero dello Sviluppo economico – che
effettuerà gli investimenti necessari per implementare tale
infrastruttura (opere civili di posa, cavi in fibra spenta,
canalizzazioni verticali negli edifici e locali per la terminazione
delle fibre ottiche) con caratteristiche di neutralità, apertura,
economicità, efficienza ed espandibilità". 

Il principio alla base dell'intesa è quello della
sussidiarietà: la Newco interverrà laddove le aziende non aranno
in grado di investire a causa della scarsa redditività delle aree.
"La società che verrà creata -puntualizza il ministro allo
Sviluppo economico Romani – interverrà laddove le aziende non
riescono a investire. Sarà il comitato esecutivo, presieduto dal
ministero, ad entrare nel merito della governance che comunque
sarà proporzionata alla capacità di investimento di ciascuna
azienda". Il ministro Romani annuncia inoltre che "la
Cassa depositi e prestiti potrà partecipare al progetto sia in
equity sia in conto finanziario a patto che il business plan sia
remunerativo". E sulla partecipazione della Cdp Romani
annuncia che c'è già l'ok da parte del ministro
dell'Economia Giulio Tremonti.

L'obiettivo, in termini di diffusione dell'ultrabroadband,
"è in linea con gli obiettivi dell'Agenda digitale
europea", puntualizza Romani "che prevede l'accesso
alla fibra ottica da parte del 50% dei cittadini".

Accoglie l'intesa con soddisfazione a metà il presidente
dell'Agcom Corrado Calabrò: "Certamente
la firma del Mou è una notizia positiva, ma non è esattamente
quello che avremmo voluto, l'Autorità, il Ministero e i
singoli operatori: si è trovata una soluzione di compromesso,
tuttavia mettere insieme questi operatori ci incoraggia ad andare
avanti". "Spero che gli operatori non perdano il passo
nei successivi passaggi, perché oggi l'accordo è sul punto
più facile; i nodi sono tutti nei prossimi impegni".
"Senza contare che non basta sottoscrivere un accordo, bisogna
condividerlo compiutamente".

Pronta a fare la sua parte l'opposizione: "L'accordo
raggiunto tra Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb per la creazione di
una società della rete partecipata dagli operatori e aperta
all'ingresso di soggetti pubblici è una buona notizia, anche
se parziale”, sottolinea il senatore Luigi Vimercati
(Pd)
, segretario della commissione Lavori pubblici.
"Daremo battaglia in Parlamento perché il governo faccia la
propria parte: asta per le frequenze che si liberano nel passaggio
dalla tv analogica a quella digitale e risorse pubbliche per le
zone a fallimento di mercato. Solo così si possono realizzare gli
obiettivi che oggi il commissario Kroes ha indicato e cioè la
banda larga di nuova generazione per tutti entro il 2020”.

"La firma di questo accordo per me è stata una sorpresa ed è
un bel 'regalo' – sottolinea il Commissario all'Agenda
digitale Ue Neelie Kroes, presente alla conferenza
stampa di annuncio dell'intesa da parte del ministro Romani e
le telco coinvolte -. Rappresenta una novità importante e un bel
regalo. Dovrò verificare che tutto sia conforme alle regole ma mi
aspetto che sia così perché tutti i soggetti coinvolti conoscono
bene quali sono le regole del gioco".

"L'accordo sulle infrastrutture passive per le reti di
nuova generazione è un segnale importante di rilancio per il
Paese, un segno eccellente di rilancio tecnologico", commenta
l'amministratore delegato di Telecom Italia Franco
Bernabè
. Bernabè puntualizza però che "nel
frattempo le iniziative private vanno avanti, l'accordo non
ferma le iniziative già in atto". "Molto correttamente
il governo ha fatto una analisi dei programmi di investimento dei
diversi operatori, chiamando ognuno a definire i propri progetti di
investimento. Sulla base di questi si definiranno le aree di
intervento della nuova società che interverrà laddove non ci
saranno iniziative da parte dei privati secondo il principio della
sussidiarietà".

"Alla base dell'intesa firmata oggi c'è che laddove
esiste una infrastruttura privata non si va a realizzare una
duplicazione, principio coerente con la nostra visione",
commenta l'Ad di Vodafone Italia, Paolo
Bertoluzzo
, secondo il quale "il principio di
sussidiarietà, se bene applicato, è corretto". Bertoluzzo
aggiunge, relativamente ai piani di investimento annunciati dalle
società, che "è importante la verifica della
concretezza". "Ed è importante l'unbundling della
fibra", che secondo l'Ad di Vodafone Italia deve avere gli
stessi principi di apertura e condivisione della rete
tradizionale.

"Un fondamentale primo passo". Con queste parole,
Luigi Gubitosi, Ad di Wind commenta l'accordo.
"Definire un business plan per un'iniziativa comune di
sviluppo della fibra sarà l'occasione per evidenziare
l'enorme convenienza per il Paese e per ciascun operatore di
avere una rete unica. Va detto che sul business plan peseranno
sicuramente le prossime decisioni che Agcom è in procinto di
prendere in materia di unbundling per le quali ci è stato
garantito il rigoroso rispetto delle indicazioni Ue.
L'approvazione del business plan sarà quindi il momento
cruciale del processo: solo allora si vedrà chi aderirà ad un
progetto che deve essere unitario per stare in piedi e per evitare
pericolose scorciatoie competitive".

"Il principio della sussidiarietà contenuto nel Mou firmato
oggi insieme a tutti gli altri aspetti tecnici dell'intesa sono
importanti, ma vanno completati da una regolamentazione che
l'Agcom deve imprimere alla nuova rete garantendone
l'apertura", è il parere di Stefano
Parisi
, in rappresentanza di Fastweb. "Il tema
centrale dell'intesa è di non duplicare le infrastrutture,
quindi si ottimizzano gli investimenti".