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Nokia crede nel rilancio ma continua a perdere marketshare

Il chairman Jorma Ollila scommette sull’alleanza con Microsoft e sui nuovi device. “Siamo in fase di transizione ma recupereremo”. Ci sarà però da affrontare il tema della ridonadanza di addetti alle attività di R&D, una partita che vale 6mila posti di lavoro

12 Apr 2011

Nokia crede fermamente nella sua strategia di rilancio e
cambiamento, ma prima che possa dare i suoi frutti l’azienda
finlandese vedrà un ulteriore calo del suo share di mercato negli
smartphone, secondo quanto ha ammesso lo stesso chairman Jorma
Ollila.

La nuova strategia, come noto, passa anche per l’alleanza con
Microsoft annunciata a febbraio: permetterà lo sviluppo di una
serie di telefoni basati sul sistema operativo del colosso
americano del software. La piattaforma da sempre sostenuta da
Nokia, Symbian, in prospettiva sarà eliminata, ma per ora viene
ancora supportata, tanto che il vendor finlandese pensa di vendere
150 milioni di cellulari con Os Symbian nei prossimi due anni.
Anzi, proprio oggi Nokia ha annunciato due nuovi device Symbian e
degli aggiornamenti e miglioramenti nel software.

Ollila ha fatto sapere che il cda “ha apertamente discusso della
possibile ulteriore perdita di market share”, ma anche
dell’opportunità “di recuperare e guadagnare quote di mercato
grazie al nuovo concept”. Il presidente ha aggiunto che gli
incentivi che l'azienda riconosce al management in base ai
risultati ottenuti indicano che Nokia ha “ingranato la marcia
vincente”.

In alcune interviste col Financial Times, sia Ollila che il Ceo
Elop hanno definito la transizione da Symbian a Windows Phone come
una delle grandi sfide della nuova strategia. E Jo Harlow, che
dirige la divisione smart devices di Nokia, ha sottolineato che
“la parte più facile è adottare Windows Phone, il compito più
difficile è continure a gestire Symbian”.

Nel 2007, il sistema operativo sostenuto da Nokia controllava il
64% del mercato degli smartphone, secondo Gartner, ma oggi questo
share si è ridotto al 38% e nel 2011 potrebbe limitarsi al
19%.

Anche se diversi analisti pensano che Nokia possa raggiungere
l’obiettivo dei 150 milioni di smartphone Symbian venduti in due
anni, alcuni avvertono che l’azienda dovrà continuare a tagliare
i prezzi per restare competitiva. Pierre Ferragu, analista di
Bernstein, sostiene che il calo dei prezzi degli smartphone Symbian
è il principale fattore che lo spinge a prevedere una riduzione
all’8% nei margini di profitto operativi della divisione handset
di Nokia, contro il 10,9% del 2010 e il 20,1% del 2007.

La contrazione dei margini è sicuramente un altro dei grattacapi
di Nokia, tanto che l’azienda si preparerebbe a una nuova ondata
di licenziamenti, la più significativa degli ultimi vent’anni.
Gli esuberi sono un effetto, spiega oggi Bloomberg, anche della
partnership stretta con Microsoft, che creerebbe delle ridondanze
nelle aree che si occupano di sviluppo e ricerca. Qui sarebbero a
rischio addirittura 6000 posti di lavoro e i primi licenziamenti
dovrebbero essere annunciati entro fine mese, come reso noto da
Antti Rinne del sindacato finlandese Pro. In pratica, Nokia si
appresterebbe a tagliare il 38% del personale della ricerca e
sviluppo della divisione global devices, anche se l’azienda non
ha confermato queste cifre.

“Le riduzioni del personale arriveranno probabilmente in maniera
graduale, nell’arco dei prossimi 12 mesi, perché Nokia continua
a supportare Symbian e a produrre cellulari con questo sistema
operativo”, nota Michael Schroeder, analista di Fim Bank a
Helsinki. “Quello che ci aspettiamo è che dopo il periodo di
transizione l'azienda dovrà ridurre un terzo della spesa in
R&D sui device rispetto al 2010, ovvero 1 miliardo di euro
totali”. Nokia ha infatti speso 3 miliardi in ricerca e sviluppo
sui cellulari l’anno scorso.

Nokia conta circa 21.000 dipendenti in Finlandia, pari al 16% della
sua forza lavoro globale, inclusa la venture con Siemens. Per
qualunque licenziamento, il vendor dovrà prima discutere con i
sindacati: sono trattative che di solito in Finlandia si
protraggono per un mese e mezzo.